Beh, quando è cominciata è facile, 1990, con la fine della guerra fredda e degli investimenti americani.
Poi nel 2000, con l'Euro ci hanno venduti alle banche, gli effetti sull'economia reale si sono visti subito, ma ancora stava in piedi.
Infine, nel 2008 il petrolio sopra i 100$/barile ha fatto collassare quello che restava dell'economia reale.
Da allora lo sfruttamento del lavoro flessibile (a 90°) è diventato la norma, e ha tagliato fuori da bazzecole come pensione, casa, matrimonio, figli, futuro un'intera generazione.
Questa situazione di sfiducia ha costretto tutti a ridurre le spese, con conseguente spirale discendente.
Il problema non è che non ci sono soldi, quelli ci sono tutti come prima, solo che fino agli anni '80 erano in giro, nell'economia reale, ora sono ammassati nelle tasche di pochi, sopratutto banche e co.
Una volta, se uno aveva qualche soldo da parte, se lo spendeva/investiva, perché a tenerlo lì perdeva di valore, mentre ora si preferisce giocarselo d'azzardo in borsa (quindi fuori dall'economia), o tenerlo fermo e prendere i, risicati, interessi.
La soluzione in realtà sarebbe semplice:
0 - Uscire dall'euro e tornare a lira, dracma, fiorino, doblone o qualsiasi moneta su cui si abbia il controllo, con relativa zappata a tutti i crediti che gli altri paesi possano presumere di vantare;
(Germania, quanto di devo? centomilafantastigliardidieuro? Bene, vieniti a smontare il colosseo se sei buona, va...)
1 - Sequestro dei beni delle banche e dei grandi accaparatori, con relativa ridistribuzione della liquidità;
2 - Pressione fiscale ad un livello sostenibile (passare dagli attuali 85% ad un massimo di 20%);
3 - Carmierare i beni di prima necessità, carburanti, acqua, elettricità, casa, cibo;
4 - Ripristinare le garanzie sul lavoro.
E' probabile che qualche leccardone ci rimetta qualcosa, ma la società verrebbe salvata...