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Mostra il contenuto con la massima reputazione di 03/09/2024 in Blog Entries

  1. La Rivet MINI del 2007 è una MINI - Buggy basata sulla R50, è alimentata da un V8 da 1997 cc di cilindrata chiamato Cyclone Y40R costruito dalla Cyclone Power. Il motore è composto da da un blocco personalizzato e due teste DOHC di derivazione motociclistica Yamaha da 1000 cc, produce 302 cavalli a 10.000 giri al minuto e 226Nm di coppia a 8.500 giri al minuto grazie a 8 carburatori, ovviamente il telaio e la sospensioni non sono più quelle originale ma sono quelli di un buggy, mentre la carrozzeria sembra realizzata in fibra di vetro. Un apparizione famosa di questa MINI è quella al Festival di Goodwood "FOS"del 2018.
  2. Ciao! oggi parliamo di una MINI molto speciale che quasi nessuno ricorda, si tratta della MINI COOPER R50 "JCW CLUB SPORT". è una MINI molto speciale perché è stata creata apposta per chi desiderava un auto da corsa pronta per partecipare agli eventi, senza essere supportato direttamente da una casa costruttrice o da uno sponsor, appunto come “Privateer” è stata progettata dal team di elaborazioni John Cooper Works, partendo dal kit JCW che veniva offerto ai proprietari di MINI Cooper R50 (che comprendeva la testata elaborata, scarico, aspirazione, e flash della centralina in totale erogava circa 130cv) venivano aggiunte delle dotazioni racing come i sedili a guscio, il roll-bar, cinture a 3 punti, pastiglie freno migliori, frizione da gara, e molte altre migliorie La prima fase di produzione prevedeva la preparazione di soli 25 esemplari, il bello è che con una cifra relativamente contenuta (ricordiamoci che stiamo parlando di motorsport quindi qualsiasi cosa è molto cara) si poteva portare a casa un auto da corsa a tutti gli effetti creata dal Team John Cooper Works che ha vinto ben 2 campionati del mondo di F1 nel 1959 e nel 1960, rivoluzionando al F1 creando una monoposto con il motore montato al posteriore e non al anteriore come era usanza in quegli anni. Questo pacchetto auto+elaborazione permetteva anche l’accesso gratuito al campionato MINI Challenge del anno 2002. Oggi questa filosofia viene portata avanti dal MINI Challenge UK con la categoria AM e PRO class Cooper. Sarebbe bello se un campionato simile venisse creato però con l’utilizzo delle MINI contemporanee ,le F56 Cooper 1.5 che già di serie offrono ottime prestazioni.
  3. Durante il Goodwood Festival of Speed 2021 è stata presentata una MINI da 419 CV con il motore V8 da 419 CV della M3 E92. Un elaboratore ha deciso di esagerare e di donare alla MINI quattro cilindri in più, ecco quindi la Vini, realizzata dall’azienda Powerflex. Gli ingegneri dell’officina britannica hanno impiegato ben quattro anni per realizzare questo proiettile basato sulla MINI Cooper S R56. Questa MINI ha un look complessivamente sobrio. I cerchi in lega color oro, i passaruota allargate e lo spoiler più grande danno certamente più sportività, ma non lasciano immaginare che sotto al cofano ci sia un mostro a 8 cilindri. La “Vini”, infatti, è mossa dallo stesso motore 4.0L della BMW M3 E92 abbinato ad un cambio automatico a doppia frizione a 7 marce. Per arrivare a questa trasformazione radicale, la MINI ha dovuto essere riprogettata dalla base. Parte del telaio, infatti, è ripresa dalla Subaru WRX STI e questa scelta è stata fondamentale per accogliere il nuovo powertrain. Oltre al telaio e al motore, anche gli interni sono stati stravolti. Powerflex ha rimosso il divanetto posteriore della MINI (tipo GP) e installato nuovi sedili sportivi firmati Cobra Motorsport con tanto di cinture di sicurezza a 4 punti e un cruscotto derivata dal motorsport. Quest’ultima e il volante sono realizzati interamente in fibra di carbonio e integrano una strumentazione racing. Complessivamente l’auto pesa poco più di 1.300 kg e utilizza pneumatici semislick Toyo Proxes R888R. La Powerflex non ha mai dichiarato ufficialmente il prezzo, le prestazioni o l’eventuale produzione in serie limitata della sua speciale Cooper S.
  4. La MINI Italian job è stata un' edizione speciale della MINI prodotta nel 1992. Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 1275cc da 50 cv. Colorazioni disponibili: Flame Red (COF - BLVC818), Metallic British Racing Green (HAM - BLVC1216), Diamond White (NMN - BLVC655), Electric Blue (NMN - BLVC997) Sedili in pelle in stoffa nera con piping rosso Kit decalcomanie bonnet stripes nere sul cofano con bordo a contrasto e grafiche Italian job. Pneumatici 145/70R12 Pirelli Cinturato CN54 con cerchi in lega bianchi Volante a 3 razze con logo Italian job ( bandiera italiana) Griglia bianca paraurti neri, vetri posteriori apribili a compasso 2 fanalini rally 1000 esemplari per UK e 750 esemplari per il mercato italiano
  5. La MINI Hot rod è una MINI classica Mk7 Sportpack, si tratta di una versione creata appositamente per essere la MINI stradale più veloce di sempre! Ancora oggi certi numeri su un auto cosi piccola e leggera impressionano ancora... 0-100 in soli 5 secondi... Per raggiungere questo obiettivo sono state utilizzate parti derivate direttamente dal mondo del motorsport. E' stata commissionata da un acquirente anonimo, ed è costata 50.000 Sterline (nel 1997) Questa MINI è apparsa sulle rivista specializzate dell'epoca e anche in uno speciale dove viene presentata da Jeremy Clarkson insieme alla MINI Limo, nella trasmissione Top Gear anno 1997. Le specifiche erano Motore 1380cc da 160cv Testata 16 valvole Doppio albero a camme in testa Sistema di iniezione a 4 corpi farfallati singoli (1 per cilindro) Scatola del cambio a 5 marce Jack Knight, di tipo Dog box (con la prima in basso) e quick shifter Scatola guida con rapporto più diretto Impianto frenante a 4 pistoni con pastiglie carbo-metalliche Cerchi DTM style simili a quelli da F1 Semiassi da corsa Rollbar a 6 punti Prese d'aria sul cofano Volante Sparco con pulsanti Sedili a guscio monoscocca sparco con cinture Willans color Royal Blue Indicatori aggiuntivi Colore verde oliva con bonnet stripes e dettagli color arancione che riprendono una livrea F1 anni 70 OLD TOP GEAR, SERIES 39, EPISODE 7, 2_2, 1997..mp4
  6. La MINI Cooper Rally Montecarlo è stata un edizione limitata della MINI classica prodotta nel 1994. Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 1275 da 63 cv catalizzato ad iniezione elettronica Colorazione rossa Tappezzeria bicolore rossa e bianca con sedili sportivi kit decalcomanie esterne commemorative, con bonnet stripes bianche Pneumatici da 12 pollici con cerchi in lega neri con canale silver Volante a 3 razze nere con corona rossa e sticker "montecarlo"
  7. La MINI Cooper Innocenti Mk2 è stata la versione sportiva della MINI classica prodotta su licenza in Italia dall'Innocenti, ani 60-70 circa Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 998da 56 cv Tappezzeria nera Pneumatici da 10 pollici con cerchi in acciaio volante a 3 razze
  8. 1 punto
    Quando il comico inglese si inventò un personaggio capace di appassionare grandi e piccini in tutto il mondo non ebbe alcun dubbio nello scegliere la sua compagna di viaggio: La MINI! Uno degli stereotipi più diffusi sul regno unito è che la gente che lo abita sia o troppo formale, conformista o praticamente fuori di testa, disposta a fare qualsiasi stranezza pur di farsi notare! Parte del fascino di questo strano signore, una specie di bambino troppo grande che dice al massimo due parole, è legato ai suoi inseparabili compagni di avventure: Teddy, un orsacchiotto che ha visto giorni migliori e un’auto capace di incarnare perfettamente la sua assoluta banalità ed allo stesso tempo la sua incredibile universalità. Questa è la storia di come un ingegnere elettronico con la passione del teatro e delle auto riuscì a rendere una normalissima utilitaria una delle auto più famose della storia della TV. Perché proprio una MINI? La MINI stava vivendo il periodo più buio della sua lunga e gloriosa storia, alla fine degli anni ‘80 sembrava solo un simbolo appannato del passato, disperatamente surclassata da modelli più moderni e in grado di rispondere meglio alle esigenze di un mercato parecchio più esigente. A chi gli consigliava di usare un modello più nuovo, una Ford Fiesta o magari una Vauxhall Corsa, entrambe molto popolari a Londra e dintorni, Rowan Atkinson oppose un netto no. Il suo scopo era chiaro: per far funzionare meglio le gag più strampalate, la gente doveva sviluppare un affetto per quella scatoletta con quattro ruote, fare il tifo per lei. Per quanto più moderne, le utilitarie degli anni ‘80 appaiono quasi antiche oggi. La MINI no, lei è rimasta lì, fermamente bloccata nell' immaginario collettivo come la 500, il Maggiolino o la 2CV. Molti non se ne sono accorti ma nel corso delle cinque stagioni di questa serie, cambia diverse volte la macchina. Per la precisione, durante la produzione della serie e dei vari film sono state usate sei MINI diverse, cambiate sia per ragioni sceniche che per le conseguenze delle battaglie con le rivali come la famigerata Reliant Robin a tre ruote e il carro armato Chieftain. In pochi si ricordano che nella puntata pilota, andata in onda il 1 gennaio del 1990, Mister Bean guidava una MINI non verde ma arancione, una MkII prodotta dalla BMC nel 1969, targata RNT 996H. Il destino di questa prima compagna di viaggio nella serie è infelice, visto che alla fine della puntata pilota subisce un grave incidente. Non sarà la prima né l’ultima MINI a subire le conseguenze dell' ingenuità di Bean. Quando si trattò di rimpiazzarla, i produttori della serie scelsero un modello più moderno, una MINI 1000 del 1977 della British Leyland. Per il colore Atkinson volle qualcosa di altrettanto vistoso, un filino pacchiano, come succede spesso oltremanica, unico paese dove auto dai colori squillanti sono considerate attraenti. La combinazione tra il classico “Verde cedro” della Austin ed il cofano nero era abbastanza popolare al tempo, tanto da renderla molto riconoscibile al telespettatore britannico tipo. Anche in questo caso la MINI fa una brutta fine. Nel corso dell’episodio “Mister Bean ritorna a scuola”, viene parcheggia al posto di una identica che sarebbe stata parte di una dimostrazione della potenza del carro armato impiegato dall’esercito britannico al tempo, il "Chieftain". La MINI viene quindi schiacciata completamente, lasciando all triste Mr. Bean solo il suo famoso lucchetto. Visto che ormai era diventata popolare quanto lo stesso personaggio, quando si trattò di fornire a Mister Bean un altra auto, fu scelta una vettura identica, con lo stesso numero di targa, può sembrare strano, ma in Inghilterra la targa si può far stampare ovunque, basta avere il foglio della motorizzazione britannica... Una delle scene più famose della serie, quella che vede Mister Bean guidare l’auto da una poltrona legata al tetto, è stata ricreata più volte, prima nel 2009 al festival di Goodwood per celebrare i 50 anni della MINI e poi nel 2015 per i 25 anni della serie. In quel caso fu girato anche un video per YouTube: si trattava in effetti di una MINI Rover del 1989 modificata per farla assomigliare ad una del 1977 con una serie di modifiche per permettere ad uno stuntman di guidare l’auto nascosto dietro il sedile del conducente, e di vedere la strada tramite uno schermo. Infatti se vi ricordate in quell'episodio della serie, la MINI all'interno era piena di pacchi e oggetti comprati insieme alla sedia e permettevano di nascondere lo stuntman dietro
  9. Il Rover MINI Trophy è stato un campionato italiano dedicato alle MINI Classiche, è stato l'antenato del MINI Challenge. Il primo trofeo è stato disputato nel 1994. Partecipavano le MINI classiche in versione Cooper 1.3i opportunamente modificate. Avevano all'incirca 87cv, pesavano 640kg e raggiungevano una velocità massima di 180 km/h Un preparatore famoso in questo ambito era "Classic Auto". I circuiti in cui correvano erano per esempio: Adria, Misano, Vallelunga, Varano, Magione...
  10. Sapevate che sono trascorsi 21 anni dall'ultima volta che la MINI classica ha concluso un evento WRC? Neil Burgess e Jim Holder hanno portato "Mildred" alla vittoria di classe nell'ultima apparizione della MINI nel WRC al Rally del Galles in Gran Bretagna nel 2003. “Secondo il regolamento della FIA, l'evento del 2003 è stata l'ultima volta in cui la versione classica della MINI, divenuta famosa grazie alle vittorie a Monte Carlo e in Gran Bretagna, ha potuto competere sulla scena mondiale su una pista del Galles. Consapevole delle condizioni notoriamente difficili, la squadra è partita con un solo obiettivo: finire. Aiutata dalle condizioni insolitamente asciutte, Mildred si è rapidamente affermata come la preferita dei fan ed è stata acclamata ovunque andasse! Ma il finale da favola si è quasi infranto due volte. Innanzitutto quando la cinghia dell'alternatore si è staccata nel buio pesto della fase 14, hanno dovuto optare per una riparazione sul posto, togliendo la cinghia della pompa dell'acqua e avvolgendola attorno alla ventola del radiatore. Nonostante abbia impiegato quasi 40 minuti per risolvere il problema e aver dovuto guidare solo con gli anabbaglianti, sono riusciti a concludere la tappa. Successivamente Mildred è stata riparata dall'equipaggio della CBM e da un afflusso di aiutanti provenienti che dai meccanici ufficiali Ford/M-Sport. Poi, nella prima tappa dell'ultimo giorno, la ruota posteriore sinistra si è stortata, rendendo Mildred incredibilmente difficile da guidare, una situazione non aiutata da una foratura più avanti nella tappa. Ma, ancora una volta, l'equipaggio della CBM, guidato dal team manager Anna McColl e dal guru delle chiavi inglesi Simon Maxted, è stato all'altezza della situazione e ha riparato Mildred in tempo. Due tappe dopo, Mildred è arrivata al traguardo a Margam Park al 39° posto assoluto e vincitrice della classe A5. Grazie alla sua immensa popolarità, le è stato concesso un giro d'onore sull'erba davanti alle file di fan, cosa che solo il vincitore dell'evento e nuovo campione del mondo Petter Solberg poteva fare, il tutto sulle note del classico del 1969 "Self-Preservation Society" di The Italian Job.
  11. John Lennon guidò una MINI, Peter Sellers ruggì a bordo di una MINI nelle sue commedie poliziesche, e persino la regina fu accompagnata attraverso il parco del Castello di Windsor su una MINI. Innumerevoli celebrità hanno ceduto negli anni al fascino della MINI classica, presentata per la prima volta al pubblico 60 anni fa. Il design distintivo dell'auto, lo spazio sorprendentemente generoso e la guida agile e dinamica sono le storiche, principali caratteristiche della rivoluzionaria piccola auto che sin dal suo debutto è entrata a far parte dei circoli dell'alta società - specialmente in Gran Bretagna, il suo paese d'origine. Fotografie esclusive mostrano numerose star del mondo della musica, del cinema e della moda scegliere la MINI classica come mezzo di trasporto preferito, rendendola un'icona del suo tempo. Lord Snowdon ha presentato la MINI classica alla famiglia reale. L’ingresso in società di MINI, a Londra, è stato favorito proprio da un membro della famiglia reale: Lord Snowdon - fotografo, designer, amico del designer MINI Alec Issigonis e marito della principessa Margaret – è stato uno dei primi a comprare la nuova piccola auto. Una fotografia di famiglia scattata nel 1965 lo mostra con la principessa Margaret e il figlio David in un tour di Londra in una MINI. Già nel 1960, Lord Snowdon raggiungeva una delle residenza dove i reali erano soliti trascorre il fine settimana a bordo della sua MINI, accompagnando la regina Elisabetta attraverso il parco del Castello di Windsor. Questa occasione rappresentò simbolicamente l’ingresso della MINI nella cavalleria reale: il più alto degli onori reali che Issigonis stesso ricevette nove anni dopo. I Beatles, i Monkees, i Beach Boys, Spencer Davis, Mick Jagger, Eric Clapton e David Bowie: un successo per tutti. Negli anni seguenti, la MINI ottenne un posto fisso nella scena della moda, dell'arte e della musica della “Swinging London”. La sua fama internazionale è dovuta anche all'entusiasmo che suscitò tra i membri dei Beatles. John Lennon ordinò una MINI nel 1964, anche se non aveva la patente di guida. Le fotografie storiche mostrano il batterista Ringo Starr con uno dei modelli di MINI Cooper S che prese parte al Monte Carlo Rally del 1964 e Paul McCartney salire sulla sua MINI privata nel 1967. Il chitarrista George Harrison era l'orgoglioso proprietario di una MINI de Ville, affinata dal rinomato carrozziere Radford. Quando i Beatles si incontrarono nel 1967 per girare il film TV "Magical Mystery Tour" al West Malling Airfield nel Kent, John Lennon si divertì anche a correre attraverso il campo di aviazione in una MINI dipinta con colori psichedelici. L'affetto di noti musicisti per la MINI classica è durato per decenni e non si è limitato alle Isole britanniche. Mentre la popolarità della MINI diventava un fenomeno sempre più globale, le band pop e rock degli Stati Uniti conquistavano nuovi fan in Europa. Nel 1966, furono i Beach Boys a partire per un tour internazionale dal surfer sound, posando davanti a una MINI Moke in Gran Bretagna. Questa immagine dei musicisti californiani a bordo dell’auto che porta il nome della band si è diffusa in tutto il mondo. La band americana, The Monkees, raggiunse l'apice della sua popolarità all'incirca nello stesso momento. C'è una fotografia che risale a questo periodo in cui il chitarrista e cantante Michael Nesmith e la sua ragazza Phyllis guardano attraverso il tetto a soffietto di una MINI nella telecamera sopra di loro. Come Beatle Harrison, Monkee Nesmith incaricò Radford per la costruzione della sua MINI Cooper S personale. Questo esemplare unico, stravagante e costoso non solo aveva il tetto a soffietto ma anche un motore da 100 CV e un cruscotto in legno con strumenti aggiuntivi. Oltre a divertirsi guidando la classica MINI, il musicista londinese David Bowie rimase colpito dalle facilità di guida, e di posteggio, offerta dalla MINI. Credeva fermamente che non esistesse nessun'altra automobile progettata così bene per la vita di città. Per celebrare il 40 ° anniversario dell'originale, nel 1999, Bowie progettò una MINI classica con la superficie interamente a specchio - come una teiera britannico lucidata in argento. La cantante tedesca Nina Hagen è stata anche lei fotografata con una MINI Cooper per la rivista Paris Match nella capitale francese nel 1994. Nata per essere un eroe d'azione: la MINI classica come stella del cinema su quattro ruote. A volte come comparsa, a volte nel ruolo principale: la MINI classica è apparsa in serie televisive e film nell’arco di sei decenni. Fa la sua apparizione nel film cult "Blow Up" del 1966 e nella commedia poliziesca "Kaleidoscope" dello stesso anno, in cui l'allora ancora in gran parte sconosciuto Warren Beatty recitò il ruolo principale. Nel 1966 uscì anche il film “A Cœur Joie” con Brigitte Bardot: dove alcune modelle viaggiano a bordo di una MINI Cooper. Il fatto che la stella francese Bardot avesse una stretta connessione con l'auto britannica anche nella sua vita privata è dimostrato dalle fotografie scattate nel 1980 in cui compare con i suoi cani in una MINI Moke. "The Bionic Woman" era una serie TV che godeva di una notevole popolarità sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. Nel 1976, l'attrice principale Lindsay Wagner posò a Londra davanti a una MINI classica attaccata ad un telaio d'acciaio, dando l'impressione che stesse sollevando il veicolo con una mano grazie ai poteri sovrumani di cui godeva il suo personaggio televisivo. Le scene in cui la MINI classica è stata utilizzato dall'attore britannico Peter Sellers e dal regista Blake Edwards, erano allo stesso modo anticonvenzionali e divertenti. Sellers ed Edwards hanno realizzato il film "A Shot in the Dark" nel 1964 come sequel della commedia poliziesca "The Pink Panther". Nel ruolo di ispettore Clouseau, Sellers guida una MINI Cooper piuttosto insolita dimostrando il suo apprezzamento anche nella vita reale per versioni speciali e particolari della MINI classica. Il veicolo cinematografico è una MINI de Ville realizzata da Radford con un design in vimini sulla fiancata. Nel corso degli anni, Peter Sellers acquistò circa una dozzina di MINI classiche personalizzate, tra cui una che regalà alla sua allora moglie Britt Ekland nascondendola in un’enorme torta di compleanno che le fu presentata presso la sede di vendita di Radford a Londra nel 1965. Probabilmente la comparsa più spettacolare sul grande schermo della MINI classica è stata nella commedia gangster del 1969 “The Italian Job”. In questo film, il criminale Charlie Croker interpretato da Michael Caine unisce le forze con un complice per pianificare un furto d'oro nel centro di Torino. Caricano il loro bottino in tre MINI Cooper S – verniciate di rosso, blu e bianco - prima di partire per una fuga mozzafiato attraverso un tunnel della fognatura e sopra tetti e scale nel mezzo del tumulto del traffico nella città italiana. 34 anni dopo, "The Italian Job" è tornato nei cinema: nella nuova versione con le star di Hollywood Charlize Theron, Jason Statham e Mark Wahlberg - la storia spettacolare del furto d'oro torna ad alta velocità sullo schermo. Nella scelta della star a quattro ruote su cui caricare il bottino e fuggire nella giungla urbana, la Nuova MINI Cooper S non ha avuto rivali ed ha presto dimostrato la sua agilità e il suo stile sportivo sopra e sotto le strade di Los Angeles. On the road, anche nella moda. Nella Swinging London degli anni '60, non solo stavano emergendo nuovi suoni musicali, ma anche le tendenze alla moda del mondo della moda - e la MINI classica era sempre al centro dell'azione. Lesley Hornby - meglio conosciuta con il suo soprannome di Twiggy - ha superato il test di guida in una MINI classica nel 1968. Anche Mary Quant, influente stilista di moda femminile e inventore della minigonna, è stata ispirata dalla MINI classica. Poco dopo aver ottenuto la patente di guida, ha ordinato una MINI nera e successivamente ha progettato un'edizione speciale, con dettagli unici come i coprisedili a strisce bianche e nere. La designer britannica ha anche espresso apprezzamenti per la nuova MINI: "È un'auto alla moda, allegra e sorridente". Alla fine degli anni '90, Paul Smith, uno dei designer di moda maschile più famosi della Gran Bretagna, creò una serie speciale limitata della MINI classica con una finitura in una tonalità di blu creata da lui stesso per abbinarsi ai cerchi in lega color antracite. Un'altra edizione unica altrettanto famosa è stata presentata per il 40 ° anniversario della MINI classica, che Smith ha dipinto nel suo tipico design a strisce multicolore.
  12. Il Sound Kit JCW R50 è stato rilasciato tra il 2005 e il 2006, il suo obiettivo era esclusivamente quello di migliorare l'esperienza del conducente aumentando il suono dell'auto. Il kit audio JCW includeva: Copertura decorativa JCW per la parte superiore degli iniettori Un sistema di scarico cat-back JCW con terminalino JCW decorativo ECU rimappata (che portava la Cooper dai 116cv originali a circa 118cv, 2cv in piu circa) Airbox sostitutivo collegato al parafiamma per migliorare il rumore dell'aspirazione in cabina. Badge esterno decorativo Certificato di autenticità Ci sono tuttavia alcuni punti chiave da osservare per determinare se l'auto monta un vero kit John Cooper Works o se solo una replica estetica. La prima cosa è il certificato John Cooper Works, si tratta di un foglio di carta A4 o A5 che è stato dato al proprietario con il VIN dell'auto, con scritto il seriale del kit e generalmente risposto insieme al libretto di circolazione della MINI. Badge JCW sul coperchio del portellone posteriore (potrebbero averli rimossi) e il terminalino di scarico, dovrebbe avere inciso JCW al suo interno. Il prossimo punto da guardare è la targa JCW sul coperchio bilancieri, su questa deve essere stampigliato un numero D (ad esempio D520 o D20 ecc.) L'ultimo controllo per garantire che si tratti effettivamente di un kit originale, è rimuovere in sicurezza l'ECU e verificare la presenza di un adesivo di aggiornamento della programmazione John Cooper Works e assicurarsi che il VIN sull'ECU corrisponda a quello dell'auto. (L'adesivo di aggiornamento della programmazione indicherà anche quale rivenditore ha installato il kit e anche la data in cui è stato installato.)
  13. La MINI Red Hot è stata un edizione limitata della MINI classica prodotta nel 1988. Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 998 da 41 cv Colorazione speciale nel colore Red Hot Tappezzeria nera, con profili rossi e scritte red hot sui sedili kit decalcomanie esterne Pneumatici da 12 pollici con copri cerchi volante a 3 razze
  14. La MINI Thirty è stata un' edizione speciale prodotta nel 1989, per celebrare i trenta anni di produzione della MINI. Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 998cc da 41 cv Colorazione disponibili: Cherry Red o nero Tappezzeria pelle/stoffa con piping rosso Kit decalcomanie esterne "Thirty" Pneumatici da 12 pollici con cerchi in lega Volante a 3 razze bi colore rosso e nero Radio con mangiacassette
  15. Le MINI Mayfair e Special sono state due edizioni limitate della MINI classica prodotte tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90 Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 998cc da 41 cv Colorazione rossa (perlescent cherry red), blue (caribbean blue), nera e arancio (flame red) Tappezzeria in velluto grigio Kit decalcomanie esterne mayfair o Special (sotto i vetri laterali posteriori) e pinstripe Pneumatici da 12 pollici con copri cerchi Volante a 3 razze
  16. 1 punto
    La MINI Turbo ERA è una MINI modificata prodotta da Engineering Research & Application Ltd. con il marchio ERA dal 1989 al 1991 a Dunstable in Inghilterra. È la versione ufficiale più veloce di sempre della MINI originale venduta tramite concessionari ufficiali, è stata descritta come "il successore spirituale della Cooper e della 1275 GT" Per creare questo modello è stato installato un motore turbo Austin Rover A-Series 1300 MG Metro, che produce 94 CV 6200 giri/min e ha dato all'auto una velocità massima dichiarata di 115 MPH (185 km/h), inoltre sono stati modificati la carrozzeria, le sospensioni, i freni, i sistemi di raffreddamento ad acqua e olio e gli interni. Il body kit è stato disegnato da Dennis Adams, che ha anche progettato le auto sportive Marcos e la Probe 16. È stata commercializzata tramite concessionari Austin Rover. L'interno ha dei sedili anteriori MG Metro modificati e rivestiti in pelle Connolly o con un mix di tweed grigio e pelle, strumenti VDO in un cruscotto progettato apposta per la ERA, moquette in pile e tetto apribile. Per incrementare la convergenza delle ruote anteriori sono stati installati dei bracci delle sospensioni anteriori inferiori appositamente realizzati che forniscono 1,5 gradi di campanatura negativa. I cerchi in lega di alluminio da 6" x 13" sono pensati per pneumatici a basso profilo Goodyear o Dunlop 165/60HR13. L'impianto frenante servoassistito ha dischi ventilati Metro e pinze a quattro pistoncini all'anteriore, con tamburi modificati al posteriore. L'auto ha ammortizzatori regolabili e l'altezza da terra è abbassata rispetto alla MINI tradizionale. Sono state prodotte un totale di 436 MINI Turbo ERA.
  17. La MINI Bluestar è stata un edizione limitata della MINI classica prodotta nel 1996. Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 1275cc da 63 cv Colorazione speciale Blue Bodykit Sport pack Tappezzeria nera, sedili sportivi in pelle nera con piping bianco Kit decalcomanie esterne Bluestar Pneumatici da 13 pollici con cerchi in lega Volante a 3 razze Inserti in radica per l'abitacolo, volante in legno
  18. La MINI Kensington è stata un edizione limitata della MINI classica prodotta nel 1991. Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 1275cc da 53 cv I colori disponibili erano verde rosso e nero Tappezzeria in pelle color beige Badge modello sul retro e pinstripe colore oro sulla fiancata Pneumatici da 12 pollici con cerchi in lega Volante a 3 razze bi colore Radio con mangiacassette Tetto apribile elettricamente in tela
  19. La MINI Park Lane è stata un edizione limitata della MINI classica prodotta nel 1987. Era possibile acquistarla solo di colore nero. Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 998cc da 41 cv Colorazione speciale nera Tappezzeria bicolore nero e beige in tessuto con scritte modello sui sedili kit decalcomanie esterne color oro Pneumatici da 12 pollici con copri cerchi volante a 3 razze
  20. Le MINI Check Mate Flame Red & Racing Green sono state un'edizione limitata della MINI classica, prodotte nel 1989. Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 998 da 41 cv Colorazione speciale Nera, British racing green o Flame red con tetto bianco Tappezzeria nera, con motivo multicolore sui sedili kit decalcomanie esterne con pin striping sulle fiancate Pneumatici da 12 pollici con copri cerchi
  21. La MINI Cabriolet è stata l'unica versione cabriolet della MINI classica Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 1275cc da 63 cv Le colorazioni disponibili erano Blue Caribbean e Nightfire Red Tappezzeria grigia, con sedili contenitivi in velluto grigio Cerchi da 12 pollici modello "Revolution" Bodykit simile a quello della MINI Turbo Era Volante a 3 razze Cruscotto e pomello del cambio in radica
  22. La MINI Maguire Spaceframe è una MINI da corsa, che si basa sul telaio tubolare fabbricato da Maguire in UK, e ne esistono vari esemplari, tra cui una versione derivata dalla MINI Clubman... Il motore è un BMC serie A da 1399 cc, la testata è quella della BMW K1200RS a 16 valvole e sviluppa circa 140-150cv. Il cambio è un dogbox, prodotto da Swiftune a 4 velocità. La carrozzeria è costituita da una con scocca interamente in fibra di vetro e componenti leggeri, il peso complessivo della MINI è di circa 460 kg. Le sospensioni anteriori e posteriori sono delle REIGER regolabili a 3 vie. I freni sono AP Racing e gli alberi di trasmissione sono Swiftune. Monta dei cerchi da 12 pollici della Force Racing con un set di pneumatici Avon super soft slick. Vengono utilizzate principalmente per cronoscalate ed eventi in cui l'agilità e l'accelerazione sono fondamentali.
  23. Il film "The Italian Job" è un classico del genere heist movie che mescola azione, avventura e suspence. Prodotto nel 2003, il remake di un film omonimo del 1969, è una delle pellicole più famose del regista F. Gary Gray. Il film racconta la storia di un gruppo di rapinatori guidato dal carismatico Charlie Croker (interpretato da Mark Wahlberg), che pianifica un audace colpo in pieno centro a Venezia. Dopo una mirabolante fuga a bordo di MINI Cooper, il team si riunisce negli Stati Uniti per cercare vendetta e recuperare il bottino rubato. Una delle caratteristiche più iconiche e riconoscibili del film è l'uso delle MINI Cooper come veicoli principali durante le scene di inseguimento. Le auto, piccole e maneggevoli, si rivelano la scelta perfetta per attraversare le strade strette e tortuose di Venezia, sfuggendo alle autorità e ai rivali. L'azione spettacolare e gli inseguimenti mozzafiato sono incredibili da vedere e tengono lo spettatore incollato allo schermo. Le abilità di guida acrobatica e la capacità di manovrare le MINI Cooper attraverso situazioni di pericolo imminente conferiscono al film un'energia unica. Oltre all'action movie, "The Italian Job" è anche un film che affronta temi come l'amicizia, la fiducia e il desiderio di vendetta. I personaggi, interpretati da un cast di attori talentuosi come Charlize Theron, Edward Norton e Jason Statham, sono ben caratterizzati e creano delle dinamiche interessanti. La sceneggiatura è ben strutturata, con una storia che si sviluppa in modo coerente e un ritmo incalzante che tiene lo spettatore sulle spine fino alla fine. Le location, da Venezia a Los Angeles, offrono uno sfondo suggestivo e amplificano l'atmosfera di tensione. Le MINI presenti all'interno del film sono 4 (anche se nella realtà ne sono state utilizzate molte di piu, pensate che avevano anche una carrozzeria aperta 24h/24h per aggiustare le MINI reduci dei vari stunt, e che gli attori prima di incominciare le riprese hanno dovuto frequentare un corso di guida sportiva). MINI Cooper S R53, rossa, tetto bianco e bonnet stripes bianche, fanalini rally, bodykit jcw, cerchi cross spoke 17" MINI Cooper R50, blue, tetto bianco e bonnet stripes bianche, fanalini rally, bodykit jcw, cerchi cross spoke 17" MINI Cooper R50, bianca, tetto nero e bonnet stripes nere, fanalini rally, bodykit jcw, cerchi cross spoke 17" MINI MK7 rossa, tetto bianco e bonnet stripes bianche, 4 fanalini rally, cerchi da 13" "The Italian Job" è un film che ha ottenuto un grande successo al botteghino grazie alla sua miscela di azione, intrigo e caratterizzazione dei personaggi. Se sei appassionato di film d'azione e ti piacciono le automobili, questo è un film che non puoi perdere. Le MINI Cooper, con la loro versatilità e agilità, hanno da allora conquistato un posto speciale nel cuore degli appassionati di automobili, diventando un'icona della moda e del design italiano. In conclusione, "The Italian Job" è un film che intrattiene e appassiona lo spettatore grazie al suo mix di azione, avventura e umorismo. Le MINI Cooper, protagoniste indiscusse del film, hanno reso la pellicola ancora più memorabile. Quindi, se non l'hai ancora visto, abbandona ogni dubbio e preparati a un'esperienza ricca di adrenalina e divertimento.
  24. Negli anni '60, una piccola vettura britannica ha conquistato i cuori degli appassionati di automobilismo, la MINI. Con le sue dimensioni compatte e il suo design carismatico, ha cambiato per sempre il concetto di auto urbana. Tuttavia, dietro il successo di questo veicolo c'è un uomo che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'industria automobilistica: John Cooper. In questo articolo, esploreremo il genio dietro la MINI e il suo influente contributo alla sua evoluzione. John Cooper è stato un ingegnere automobilistico britannico e il fondatore della Cooper Car Company, nato nel 1923, ha seguito le orme di suo padre, vincitore della 500 Miglia di Indianapolis nel 1946. Di conseguenza, John Cooper è stato introdotto al mondo delle corse fin da giovane. Nel 1959, Cooper si è interessato alla MINI, una vettura originariamente progettata per essere economica e semplice da guidare, ha riconosciuto il potenziale di questa vettura e ha deciso di trasformarla in una macchina da competizione di successo, cosi ha iniziato a modificare la MINI, apportando importanti modifiche al telaio, al motore e al sistema di sospensioni. Queste modifiche hanno resero la MINI più potente e maneggevole, trasformandola in un'auto da corsa vincente. Il risultato, la MINI Cooper, aveva un motore più potente e una migliore maneggevolezza rispetto alla versione originale. Grazie alle modifiche, la MINI ha iniziato a primeggiare nei rally di tutto il mondo. Le vittorie spettacolari conquistate dalla MINI Cooper nelle competizioni come il Rally di Monte Carlo e il Rally dell'Acropoli hanno portato il nome di John Cooper e della sua azienda al centro dell'attenzione internazionale. L'influenza di John Cooper sulla MINI continua ad essere evidente ancora oggi. Dopo il successo delle vetture da corsa, Cooper ha avviato una collaborazione con la British Motor Corporation per produrre la MINI Cooper S, una versione ancora più performante e sportiva della vettura. Questa partnership ha portato alla produzione a larga scala delle MINI Cooper, che sono diventate delle vere e proprie icone nel mondo automobilistico. Grazie al suo genio innovativo, la MINI è stata trasformata da una semplice city car in un'auto da corsa di successo. La sua abilità nel modificare il telaio, il motore e il sistema di sospensioni della vettura ha dato vita alla leggendaria MINI Cooper. Il suo contributo alla storia dell'automobile è di fondamentale importanza e l'eredità lasciata da John Cooper continua ad essere celebrata dagli appassionati di auto in tutto il mondo.
  25. La Innocenti MINI fu una MINI prodotta su licenza dalla Innocenti di Lambrate tra il 1965 ed il 1975. Rispetto alle versioni originali inglesi, le Innocenti (comprese le Cooper) presentavano numerose differenze: avevano interni più accessoriati e meglio rifiniti, diversi componenti esterni diversi, come il disegno delle cornici fari, della calandra e del baule posteriore, modificato per ospitare le targhe quadre italiane in uso all'epoca. Molti particolari interni ed esterni furono prodotti da marche italiane (ad esempio IPRA per i radiatori, Carello ed Altissimo per quanto riguarda i fari). Anche per ciò che riguarda la parte meccanica vennero fatte delle scelte diverse come ad esempio l'adozione del servofreno su tutti i modelli Cooper indipendentemente dalla cilindrata (mentre le inglesi montavano il servofreno solamente sulle Cooper S). Modelli e date di produzione: · Innocenti MINI Mk1 1965-1967 (MINI Cooper 997 cm³ da 55Cv introdotta nel '66) · Innocenti MINI Mk2 1967-1970 (MINI Cooper 998 cm³ da 60Cv introdotta nel '68) · Innocenti MINI Mk3 1970-1973 (MINI Cooper 1275 cm³ da 71Cv introdotta nel '72 e contemporanea uscita di produzione della Cooper 1000) · Innocenti MINI Mk3 Export 1973-1975 (MINI Cooper 1275 cm³ da 71Cv introdotta nel '73) Dalla meccanica della MINI originale venne sviluppato anche un modello totalmente separato, la Innocenti Nuova MINI, identificata dal mercato anche con le denominazioni di "MINI Bertone", "MINI 90" e "MINI DeTomaso".
  26. Gli anni Settanta sono stati testimoni di una delle piu grandi rivalità della storia dell'automobilismo: quella tra l'austriaco Niki Lauda e l'inglese James Hunt. Il palcoscenico principale era la Formula 1 e i due iniziarono la loro carriera agonistica con le MINI. Come si vede nel film Rush, Hunt - non essendo riuscito a ottenere dal padre i finanziamenti per le sue ambizioni automobilistiche - dovette racimolare i soldi per una vecchia MINI Mark, lavorando come muratore, autista di furgoni e portiere d'ospedale. Nel frattempo, Lauda inizio la sua carriera agonistica alla cronoscalata di Mithlbacken, il 15 aprile 1968, a bordo di una Austin Cooper, classificandosi al secondo posto assoluto. Ma l'austriaco aveva un asso nella manica molto piu subdolo: falsificare un certificato universitario. Il suo piano fu premiato quando i suoi orgogliosi genitori gli regalarono una Cooper S da 1275cc nuova di zecca. La MINI numero 158 è quella di Niki Lauda, mentre quella azzurra è quella di James Hunt.
  27. La MINI Equinox (equinozio) è stata un edzione limitata della MINI classica prodotta in sole 750 esemplari nel 1996. Era possibile acquistarla in 3 diversi colori, viola (amaranth perlescent), nero (Charcoal metallic), e silver (platinum silver metallic) Sono state prodotte solo 250 Rover MINI Equinox nel colore viola. Le caratteristiche principali di questo modello erano: Motore 1275cc da 53 cv Colorazione speciale nelle 3 varianti Tappezzeria a tema sole e luna, con sedili tessuto/pelle kit decalcomanie esterne Pneumatici da 12 pollici con copri cerchi stereo con cassette volante a 3 razze
  28. 1 punto
    John Rhodes ovvero: il pilota che faceva “segnali di fumo” con la sua MINI Cooper S. Non per niente, il campione inglese venne soprannominato “Smokey” dai tifosi. Estremamente spettacolare, John Rhodes fu, per tutti gli anni 60, il “re delle MINI” nelle gare Turismo del BTCC. Il suo stile di guida era in effetti “calcolato”: sfruttando la leggerezza e il proverbiale “Go-kart feeling” delle piccole Cooper S, riusciva sempre, con un abile gioco di punta-tacco e “telegrafando” alla perfezione sull’acceleratore, a far derapare la vettura sulle quattro ruote (il “four-wheel drift”) in modo da inserirsi nella giusta traiettoria già all’inizio della manovra, ed uscire perfettamente “dritto” sul rettilineo. Lo stesso Rhodes amava scherzare su questa abilità, dicendo che gli portava un altro vantaggio sui concorrenti: facendo fumare le Dunlop Racing anteriori in maniera così vistosa, si veniva a creare una “nebbia” che per qualche istante disorientava i diretti avversari, e gli permetteva di guadagnare terreno.
  29. 1 punto
    il primo grande successo di MINI nelle corse su strada venne conquistato da un equipaggio tutto al femminile: Pat Moss e la fedele coéquipier Ann Wisdom, che la accompagnò per gran parte della carriera. Sorella del leggendario Stirling Moss e poi moglie di Erik Carlsson (il gigante svedese, soprannominato “On the Roof”, cioè “sul tetto” per i numerosi ribaltamenti con la piccola Saab 96, che per la particolare forma della parte superiore poteva facilmente essere messa nuovamente… nella giusta posizione di marcia). Pat Moss – già campionessa di equitazione e componente della squadra nazionale inglese di salto con gli sci – aveva esordito nei rally ad appena diciotto anni. Divenuta pilota ufficiale BMC a ventitré anni, legò per sette stagioni il suo nome a quello del team britannico che di lì a poco avrebbe raggiunto fama mondiale con le piccole MINI Cooper. Cinque volte vincitrice nella Coppa delle Dame all’Europeo Rally (all’epoca considerato come il Campionato mondiale), trionfatrice alla massacrante Liegi-Roma-Liegi 1960, seconda assoluta al RAC 1961 e terza nel 1962 (sempre con le grosse Austin-Healey 3000 MkIII), dopo la lunga parentesi in Bmc proseguì la carriera in Ford, in Saab, in Lancia e, infine, nella prima metà degli anni 70, in Alpine Renault.
  30. Un classico intramontabile Introduzione: "The Italian Job" del 1969 è un'icona nella storia del cinema britannico, un film ricco di azione, avventura e umorismo. Diretto da Peter Collinson e sceneggiato da Troy Kennedy Martin, il film ha conquistato il cuore del pubblico con il suo stile unico e la trama coinvolgente. In questo articolo, esploreremo le ragioni per cui "The Italian Job" è diventato un classico intramontabile nel panorama cinematografico internazionale. Una trama affascinante: La trama di "The Italian Job" ruota attorno a Charlie Croker (interpretato da Michael Caine) e alla sua squadra di rapinatori, che progettano una grande rapina a Torino, in Italia. Il piano è audace e interessante: il colpo consiste nel rubare un carico immenso d'oro e poi fuggire attraverso la città, sfruttando la congestione del traffico a loro vantaggio. Questa combinazione esplosiva di azione, intrighi e umorismo rende il film coinvolgente e appassionante sin dall'inizio. I Luoghi: Torino: La maggior parte del film è ambientata a Torino, città situata nel nord dell'Italia. Qui vengono girate le scene principali del colpo e della famosa fuga in MINI Cooper attraverso le strade della città. Cimitero Gran Madre di Dio: Nel film, il cimitero Gran Madre di Dio a Torino è il luogo in cui viene nascosto l'ingente bottino del colpo. Museo dell'Automobile di Torino: Nel film, i criminali utilizzano il Museo dell'Automobile di Torino come copertura per studiare il traffico e le strade della città. Viene anche mostrata la famosa galleria del museo. Piazza San Carlo: Una scena chiave del film si svolge nella piazza di San Carlo a Torino, dove viene organizzata la famosa cattura del personaggio di Roger Beckermann. Ripa di Porta Ticinese, Milano: Alcune parti del film sono state girate a Milano, inclusa la scena in cui i criminali si scontrano con la polizia a Ripa di Porta Ticinese. Le MINI: Le MINI utilizzate nel film erano delle MINI Cooper S. Erano dipinte nei colori rosso, blue e bianco. Le auto erano famose per le loro capacità di manovra e velocità, ed erano spesso modificate con accessori speciali per le acrobazie e le scene d'azione del film. Altri dettagli che le rendevano "diverse" dalle altre MINI erano la presenza di un roll-bar, delle bretelle in pelle sul cofano e 3 fanalini rally montati su una staffa apposita. Uno stile visivo mozzafiato: Uno dei tratti distintivi del film è lo stile visivo impeccabile che cattura l'essenza delle strade italiane e delle loro icone culturali. Le scene di inseguimento con le celebri MINI Cooper renderanno il film memorabile per generazioni di cinefili. Inoltre, la fotografia di Douglas Slocombe trasmette un senso di eleganza e stile che rende ogni inquadratura un'opera d'arte. "The Italian Job" è un omaggio all'Italia e alla sua cultura, che crea uno scenario surreale e affascinante. Recitazione straordinaria: Il cast di "The Italian Job" offre interpretazioni apprezzate e indimenticabili. La performance di Michael Caine nel ruolo di Charlie Croker è superba: il suo carisma e il suo atteggiamento di "gentleman rapinatore" affascinano lo spettatore fin dalle prime scene. Il supporto attoriale di Benny Hill, Noël Coward e Maggie Blye contribuisce a creare un equilibrio perfetto tra azione e comicità. Grazie alle performance eccezionali, il film riesce a creare una chimica unica tra i personaggi, rendendo l'avventura ancora più coinvolgente. Colonna sonora iconica: Un elemento imprescindibile del successo di "The Italian Job" è la colonna sonora, composta da Quincy Jones. Il tema principale, conosciuto come "The Self-Preservation Society", è un brano orecchiabile e coinvolgente che si intreccia perfettamente con l'azione sullo schermo. La colonna sonora è diventata un'icona nella cultura popolare, rappresentando perfettamente lo spirito gioioso e travolgente del film. Conclusione: "The Italian Job" (1969) è un classico intramontabile, un film che ha saputo combinare un'azione dirompente, umorismo, una trama coinvolgente ed elementi distintivi che lo rendono unico nel panorama cinematografico. La sua eredità è duratura, influenzando generazioni di spettatori e ispirando registi nel corso degli anni. Se sei un appassionato di intrighi avvincenti e di un buon mix di avventura e comicità.
  31. L'azienda KENT AUTO DEVELOPMENT (KAD) è una figura importante nel mondo delle corse automobilistiche, specializzata nello sviluppo di componenti per le MINI Cooper. Fondata da un appassionato di auto sportive, KAD ha una lunga storia di successi nel fornire soluzioni di alta qualità per coloro che cercano di migliorare le prestazioni delle loro MINI. La MINI è un'auto che ha conquistato il cuore di tanti appassionati di corse, grazie al suo design iconico e alle sue caratteristiche uniche. Tuttavia, come in tutte le vetture, ci sono sempre margini di miglioramento. Ed è qui che entra in gioco KAD, offrendo una vasta gamma di componenti di alta qualità, progettati per garantire prestazioni eccellenti e migliorare l'esperienza di guida. Una delle aree in cui KAD si è specializzata è l'ottimizzazione del sistema di alimentazione delle MINI. Offrendo collettori di aspirazione ad alte prestazioni, filtri dell'aria sportivi e sistemi di scarico migliorati, KAD è in grado di massimizzare la quantità di aria e carburante che entra nel motore. Questo si traduce in un aumento significativo della potenza e una migliore risposta dell'acceleratore, sia su strada che in pista. Oltre al sistema di alimentazione, KAD offre anche componenti per il sistema di sospensione e frenante. Sospensioni regolabili, barre antirollio, kit di freni sportivi: tutto ciò che serve per garantire una guida precisa e reattiva, anche nelle situazioni e nelle condizioni più estreme. Questi componenti sono progettati per offrire una migliore maneggevolezza, una maggiore stabilità e una maggiore capacità di frenata, consentendo ai piloti di spingere al limite le loro MINI. Ma non è tutto. KAD offre anche una gamma di componenti di alta qualità per migliorare l'estetica delle MINI. Dall'installazione di kit carrozzeria aero dinamici, a cerchioni sportivi e interni personalizzati, KAD aiuta a creare un look unico per ogni MINI, differenziandola dagli altri modelli nella sua categoria. Ciò che rende KAD così speciale è la loro dedizione alla qualità e all'innovazione. Ogni componente prodotto viene attentamente progettato e testato per garantire le massime prestazioni e la massima affidabilità. L'azienda utilizza le ultime tecnologie e collabora con i migliori esperti del settore delle corse, per offrire soluzioni all'avanguardia che soddisfino anche i piloti più esigenti. E' stata molto famosa la MINI KAD, una MINI realizzata per battere il record di MINI più veloce al mondo. In conclusione, se stai cercando di migliorare le prestazioni della tua MINI Cooper o semplicemente desideri personalizzarla, KAD è l'azienda da tenere d'occhio. Grazie alla loro vasta gamma di componenti di alta qualità e alla loro esperienza nel settore delle corse automobilistiche, sono in grado di garantire un'esperienza migliorata di guida e un'auto unica nel suo genere. Quindi, non esitare a dare un'occhiata al sito web di KAD e scoprire come possono aiutarti a ottenere il massimo dalla tua MINI.
  32. Oggi parliamo di una MINI super speciale, scommetto che nessuno di voi l ha mai vista prima! È una MINI costruita da MINI USA nel 2006, si basa sulla r53 La macchina si basa sulla R53 ma è stata ampiamente modificata rispetto a quella originale rimuovendo gli interni, l'aria condizionata, lo stereo e qualsiasi altra cosa che possa aggiungere peso all'auto, I pannelli della carrozzeria sono in fibra di carbonio superleggero. Tutti i finestrini tranne il parabrezza anteriore sono stati sostituiti con quelli in Lexan, è stato installato un sistema antincendio e un roll-bar di sicurezza infine un kit aerodinamico John Cooper Works completa la carrozzeria. Il motore, costruito da Fireball Tim Racing, è costituito dal monoblocco della MINI Cooper S di serie con pistoni alleggeriti e una testata John Cooper Works standard, le bielle sono di serie. La sovralimentazione avviene tramite un turbocompressore Garrett montato insieme al compressore di serie, il Kit NOS completa la parte motore. La potenza si aggira intorno ai 500cv e il peso è di 772kg. La trasmissione è una trasmissione MINI Cooper S di serie del 2005 con differenziale a slittamento limitato (LSD). I pneumatici sono di tipo slick concepiti apposta per la gare di accelerazione. Costruita sia come auto da esposizione che da corsa, la dragster dimostra che una MINI è una piattaforma fantastica per la personalizzazione sia stradale sia da corsa, inoltre ha vinto il premio "Best Engineered" allo spettacolo Hot Import Night del 2005 a Phoenix, in Arizona. Il miglior quarto di miglio finora registrato è stato di 11,26 secondi al Palmdale Raceway.
  33. Una MINI molto speciale, che ha portato il marchio MINI nel palmares del motorsport... Dopo soli 5 anni dall’entrata sul mercato e dopo 3 dall’ introduzione della MINI Cooper, la versione elaborata dal team F1 Cooper, la Cooper S, partecipa alla sua prima apparizione nel motorsport, il rally di Montecarlo. Al team Cooper fu affidato il compito di creare una MINI da corsa, partendo dalla Cooper, aveva un motore 1071cc di cilindrata, 2 carburatori SU gemelli e una potenza di 70cv, il tutto per un peso di 567KG. (qua sotto ci sono le specifiche complete) Motore 4 cilindri in linea Posizione Frontale trasversale Aspirazione Naturale Tipo di valvole Push-Rod OHV, 2 Valvole per cilindro Alimentazione Carburatori gemelli SU Cilindrata 1071 cc / 65.4 in³ Alesaggio 70.6 mm / 2.78 in Corsa 68.28 mm / 2.69 in Compressione 9.0:1 Potenza 52.2 Kw / 70.0 cv @ 6200 RPM Potenza/litro 65.36 cv per litro CV/peso 123.46 cv per tonnellata Coppia 84.06 nm / 62.0 ft lbs @ 4500 rpm Zona rossa 6500 Trazione Anteriore / FWD Freni anteriori Dischi Freni posteriori Tamburi Ruote anteriori F 25.4 x 8.9 cm / 10.0 x 3.5 in Ruote posteriori R 25.4 x 8.9 cm / 10.0 x 3.5 in Peso a secco 567 kg Trasmissione 4 marce manuale Rapporti 3.254:1, 1.948:1, 1.378:1, 1.0:1 Rapporto finale 3.7:1 V max 160 kmh / 99.4 mph 0 – 100 kmh ~13 secondi La missione fu affidata al famoso pilota da rally nord Irlandese Paddy Hopkirk che con il numero di gara 37 portò la MINI al successo, il vatanggio principale della MINI rispetto alle auto dei concorrenti era la leggerezza e l’agilità, cosa molto importante in un rally come quello di Montecarlo, le auto dei partecipanti erano per esempio Ds 19, Mercedes 220 Seb, insomma tutte auto molto ingombranti e pesanti. Questo rally fu il primo di tantissimi successi conquistati dalla MINI.
  34. 1 punto
    La MINI Moke, è una variante scoperta basata sulla MINI classica, venne progettata da Sir Alec Issigonis ed era costruita nello stabilimento di Longbridge della British Motor Corporation, nelle vicinanze di Birmingham, tra il 1964 e il 1968. È nata a causa della una richiesta di un veicolo militare leggero, paracadutabile, simile alla Jeep della seconda guerra mondiale ,però a causa delle gomme piccole e della scarsa altezza da terra la resero poco adatta al fuoristrada, Il motore era il solito 850 cm³ della MINI tradizionale. A seguito della versione militare venne creata anche una versione civile, ma nel Regno Unito non ottenne un grande successo, nonostante una tassazione molto bassa perché considerata un veicolo commerciale, Il problema principale era il clima che non rendeva molto comodo l'utilizzo. Successivamente venne prodotta anche su licenza (vedi MINI innocenti), da altre aziende come l'italiana Cagiva. Successivamente sono state create anche delle versioni elettriche. Alcuni esemplari sono stati convertiti in auto da corsa, grazie alla meccanica della MINI e il peso super ridotto si sono rivelate delle auto molto veloci e competitive.

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