Riuppo perché ho visto solo adesso questo 3d. Lo trovo molto più profondo di quanto possa sembrare e mi ha fatto riflettere sull'argomento..
Io sono giovane, ho 22 anni, e le auto sono forse la mia passione più grande: mi piace guidarle, mi piace(rebbe) costruirle (studio per farlo, ma non sono ancora laureato ;) ). La differenza sostanziale tra le varie generazioni, secondo me, stà nella "cultura" dell'auto. Un tempo, guidare era il massimo della pacchia, idealmente, per un ragazzino dai 10 anni in su. Oggi invece ci sono altre priorità. Tutto questo porta ad un interesse sempre minore alla guida in quanto passione, quanto più a un qualcosa di necessario: devo saper guidare perché con la macchina vado al lavoro/a fare la spesa/esco la sera...
Sono uno dei pochi -e per questo ringrazio tanto mio padre- ragazzi della mia generazione che ha imparato a guidare la macchina quando ancora aveva un'età ad una cifra. La prima volta che guidai avevo 8 o 9 anni, ero già alto e arrivavo discretamente ai comandi. Da li non ho mai smesso: mio padre mi faceva guidare tutte le volte che si poteva, su strade sicure ma nello stesso tempo strategiche per imparare (prima le zone industriali, poi quelle stradine vecchie che collegano 2 paesini tagliando i campi, e così via...). La passione me l'avrà trasmessa lui, com'è naturale che sia, ma oltre ad avermela trasmessa me l'ha nutrita, assecondata, innaffiata... Sono arrivato a 14-15 anni che guidavo già con la dimestichezza e la padronanza del mezzo di una persona adulta, e da neopatentato guidavo già bene, più che bene, tant'è che da subito mi sono ritrovato tra le mani la mini kit jcw(192cv), mappata per giunta, con ben più di 200cv, e non ho mai avuto nessun problema di "inadeguatezza".
Dove voglio arrivare con tutta questa manfrina? Semplice. Non ho mai avuto l'esigenza di fare la stronzata, quella che prima o poi tutti i neopatentati fanno. Non ho mai tirato un freno a mano in balia di se stesso, non ho mai osato oltre le mie doti nell'ingresso in curva, non ho mai cercato chissà quale record impossibile. Tutto questo perché sono cresciuto con la passione genuina per la guida corretta, pulita, efficace e, soprattutto, sicura. Quindi terminiamo sul divertimento: per me divertimento non è fare l'idiota, sfondare l'auto, entrare in curva a tavoletta con tutte cose che scappano e l'elettronica che bestemmia. Divertimento è impostare bene la curva, riuscire a governare l'auto col culo e non con i polsi, avere la capacità di gestire il cambio in modo da avere sempre il regime funzionale a quel che si fa (se stai correndo piuttosto che andare tranquillo). Il divertimento causato dalla guida estrema in strada, dal "faccio quella curva a tot Km/h in più di te", dal "da qui a li in tot tempo", dal "oggi ho toccato 340Km/h", non m'interessa. Almeno non su strada.
Se la penso così, non è perché sono nato col cervello di un vecchio. E' perché ho coltivato -e mi hanno aiutato a coltivare- una SANA passione, perché la mania di fare stronzate non è passione. Purtroppo di miei coetanei -anche più piccoli, ma spesso anche più grandi!- che la pensano diversamente e, di conseguenza, distruggono ogni auto che gli passa sotto le chiappe, ce ne sono tanti.. Fin quando a rimanere distrutta è solo la macchina...
Bisogna capire che andar forte è divertente solo se la situazione è naturale e sotto controllo. Altrimenti diventa "osare", e non è per niente divertente.. Forse adrenalinico, si, ma fino a quando non si sbatte contro qualcosa di troppo duro.