Chiamatemi gufo, chiamatemi scaramantico, chiamatemi menagramo; ma io resto convinto che ci sono quei giorni in cui l'aria vibra in modo strano. Non lo sai, il perché; ma qualcosa sta per accadere. Non è paranoia: è istinto. È quella vocina nella testa che ti dice "Non sfidare il fato"; e tu, giustamente, lo fai. È la mattina del 20 marzo: un nuovo giorno sta iniziando. L'orologio segna le 5:30, la Nespresso finisce di far sgocciolare il caffè e l'agenda è quella di sempre: palestra alle 6:30, ospedale alle 7:45 e rientro a casa. Unica variazione sul tema: alle 15:20 ho il treno che mi porta da Perugia a Milano, dove passerò il weekend. Normalmente, non vado (quasi) mai al lavoro con la MINI: un po' perché non mi piace usare l'auto diesel per brevi tragitti, un po' perché nel fitto posteggio dell'Ospedale ogni centimetro di larghezza conta e un po' anche perché una volta mi sono trovato uno sbrego sul cofano che ho dovuto far riverniciare. Tuttavia, la piccola fedele utilitaria italiana che uso nel quotidiano è già parcheggiata nel suo stallo in cortile; e la MINI, attualmente riposante in garage, è ancora sporca non avendo avuto modo di lavarlo dopo la fangata che s'è presa nell'ultimo viaggio. "Sai che c’è? Prendo la MINI: è già lercia e per un giorno che la lascio nel parcheggio dell'ospedale che vuoi che succeda?" È evidente che non ne avevo alcuna idea. Ore 6:30 Scendo nel corsello dei box: premo il telecomando per aprire la basculante del garage e quest'ultima non si apre. Premo di nuovo: non si apre. Ri-premo ancora: niente. Dopo una serie di tentativi, la porta del garage decide di aprirsi; e lo fa correttamente, salendo fino a fine corsa. Metto il borsone della palestra e la borsa del lavoro nella MINI, accendo tutto e parto (chiudendo sempre con il radiocomando la basculante dei box). Guidando penso a quando un mio caro amico mi aveva detto in tempi recenti di voler motorizzare la serranda del suo box: "Che idea di m***a", penso mentre guido. A posteriori, mi viene da sospettare che la basculante mi abbia ascoltato e si sia legata l'affermazione al dito. Ore 7:45 Finito in palestra, riparto: arrivo in ospedale. Timbro, prendo l'ascensore al Piano -2 per salire al 4° e... Tonfo, l'ascensore si blocca. Porte chiuse. Tonfo, l'ascensore scende; tonfo, l'ascensore ri-sale. Tonfo, l'ascensore si blocca di nuovo; riparte, si riblocca. Tutto questo sempre a porte chiuse, con me bloccato all'interno come una sardina in scatola che ha vinto un biglietto gratis per le montagne russe. Alla fine, dopo due lunghi minuti finalmente l'ascensore si ferma; e la porta si apre. Al Piano Terra: così, senza che nessuno lo avesse chiamato o avesse selezionato il piano sulla tastiera. Capisco l'antifona e salgo a piedi; e mentre salgo, ironicamente dico "Vabeh, abbiamo capito che oggi era da restarsene a casa". Ore 14:15 La giornata in ospedale finisce e sto per uscire; ma mi dimentico la borsa in stanza. Rientro: afferro la borsa dalla stanza ed esco (arrivando al -2 a piedi, stavolta). Prendo l'auto; incredibilmente immacolata, visto l'andazzo. “Vedi? È una buona giornata!”, penso. Probabilmente mentre dietro l'angolo il destino già si stava pisciando sotto dalle risate. Ore 14:28 Arrivo al cancello di casa: premo il telecomando, il cancello si apre. La MINI percorre pacifica il corsello del piano interrato arrivando davanti al mio box. Premo l'altro telecomando (quello della basculante del garage) e la porta, nuovamente, non si apre. Di nuovo...e ancora non si apre. Di nuovo e ancora nulla. Al tipo quarto tentativo, la basculante inizia finalmente ad aprirsi correttamente e a salire. Mentre la basculante sta salendo, mi posiziono (come faccio sempre) con il posteriore della MINI verso il garage. Mi allineo, metto in "R": il barattolo angloteutonico azzurro obbedisce. Si accende la retrocamera: guardo lo schermo dell'iDrive, guardo anche gli specchietti. Vedo l'imboccatura del garage e la basculante salire fino a sparire nell'angolo cieco sia degli specchietti che della retrocamera. Inizio lentamente ad andare indietro per la manovra di parcheggio: vado indietro, vado indietro, vado ind... Ore 14:29 Un boato mostruoso riecheggia nel corsello dei box e pervade l'abitacolo della MINI Countryman. Un tonfo che non senti solo con le orecchie: ti attraversa negli organi. Il suono del destino che ti dice: “Io ci ho provato ad avvisarti; e ora me ne vado. Arrangiati”. Subito inchiodo (anche se l'auto si era già fermata da sola per l'impatto). Guardo nello specchietto retrovisore interno: non c'è niente dietro di me e il lunotto è integro. Guardo meglio nella retrocamera: non c'è assolutamente nulla dietro alla MINI. Guardo anche nei retrovisori esterni: non c'è nulla. E allora...che c***o ho colpito...? Un pensiero mi attraversa le vene, ghiacciandomele all'istante; un flash, una lama metallica che passa il cervello da parte a parte... Forse ho capito... Scendo dall'auto, guardo e...per poco non ci resto secco. Non ci vuole molto a fare due più due: la basculante ad una certa ha deciso che aveva lavorato abbastanza. Ha scelto di fermarsi a metà con la stessa cattiveria passivo-aggressiva di chi ti dice "Fai pure" quando non vuole che tu faccia niente; e ovviamente, ha scelto di fermarsi a metà corsa nel punto cieco degli specchietti retrovisori e della retrocamera. Io guardo meglio; e quasi mi piglia un infarto quando realizzo che la basculante ha arpionato l’antenna e l'ha strappata, lasciandola debolmente fissata solo per mezzo dei pochi cavi che sono sopravvissuti allo strappo, squarciando il tetto nella parte posteriore come un apriscatole industriale e facendo leva sulla parte anteriore dell'antenna fino a piegare la lamiera verso l’interno. Quello che sembrava un semplice appoggio audace di pinna è in realtà un disastro a quattro ruote. E in aggiunta a tutto ciò, alcune funzioni dell'iDrive hanno smesso di funzionare: tra cui il navigatore satellitare ed il dispositivo eCall delle chiamate di emergenza. Ciliegina sulla torta: anche l'allarme volumetrico/perimetrico ha smesso di funzionare E sull'app MINI, l'auto (attualmente parcheggiata in box) crede di essere da tutt'altra parte. I minuti corrono: non ho neanche tempo di metabolizzare la cosa perché devo andare a prendere il treno. Giusto il tempo di scattare le foto per aprire il sinistro e finalmente ripongo la MINI nel box. Ora la porta funziona alla perfezione. Ovviamente. Col cervello completamente inchiodato dall'accaduto, metto insieme in fretta e furia la valigia più inutile del mondo: un maglione, due pantaloni, UNA calza e zero mutande. Per tre giorni. Una valigia così inutile che Ryanair me l'avrebbe fatta imbarcare gratis per pietà. Mentre sono in viaggio, scrivo la lettera per l'apertura del sinistro: mi sento in colpa e anche piuttosto co***one. Le sere seguenti dormo male: non sono notti, ma sessioni di ruminazione mentale in cui il cervello riproduceva il tonfo in loop come una suoneria maledetta. Ed alla fine arriva domenica: rientro a Perugia ed inizia una nuova settimana. Il sinistro Kasko è stato aperto e nei giorni successivi il caso viene assegnato ad un perito. Arriva il momento di portare l'auto in concessionaria. I tecnici MINI la guardano pallidi in volto, il perito dell'assicurazione la guarda malcelando un tic nervoso (probabilmente maledicendomi e calcolando mentalmente quanto verrà a costare il disastro). Tutti si guardano tra loro e la sentenza arriva: il danno non è riparabile perché il metallo è stato divelto, fessurato e strappato. Serve un tetto nuovo (da montare e verniciare) con tutto il corollario annesso: lamiera, antenna, cablaggi, forse anche i moduli da sostituire e va smontato il parabrezza insieme ai vetri laterali posteriori. Un intervento di chirurgia maggiore. Sulla riuscita non nutro alcun tipo di dubbio: conosco molto bene la carrozzeria che eseguirà l'intervento e...lavorano letteralmente da "Oscar" (visto che quest'ultimo è altresì il nome del titolare). Prego Santa Kasko, che mi venga in soccorso; ma intanto l'auto sarà inutilizzabile per un po' (c'è letteralmente un buco nel tetto e non posso correre il rischio che si infiltri acqua alla prima pioggia - tranne che per essere visionata in concessionaria e periziata, la Countryman è rimasta chiusa in box dal momento del misfatto). Settimana prossima ho preso qualche giorno per le vacanze di Pasqua: mi toccherà farmi i 1.400 km A/R con la piccola Lancia Ypsilon. L'ho fatto per 10 anni e sopravviveremo anche stavolta. Il danno ovviamente rimarrà sul CarFax; e mi importa meno di zero (sia perché tanto le macchine me le porto nella tomba, sia perché sarei il primo a dichiararlo avendone fatture e foto a riprova della riuscita dell'intervento). Tanti piccoli problemi, disguidi, intoppi; ma è importante e doveroso ricordare che non sono questi i problemi della vita. Altrimenti cosa la pago a fare l’assicurazione? Esopo diceva che tutte le storie devono avere una morale; e se devo trovarla in questa, forse serve a capire che l'eccesso di sicurezza, anche quando controlli e credi di aver controllato tutto alla perfezione, sarà sempre pronto a fartela pagare con un imprevisto assurdo. La MINI tornerà nuova; e la basculante… beh, rimarrà come un memoriale di latta a ricordare che la vita è un equilibrio fragile tra ciò che controlli e ciò che ti piazza di traverso quando meno te l’aspetti. A ricordare che si impara più con un tetto squarciato che con mille giornate perfette; e che devi ringraziare solo di avere la possibilità di rimettere insieme i pezzi. PS; nella tragicomicità della situazione non ho potuto fare a meno di dire al personale della Concessionaria MINI che forse guadagnerei più a rifare i tetti, che non a rifare le tette.