Già da tempo inevitabilmente si sapeva che, con la condivisione di un pianale BMW, l'auto avrebbe perso di gran lunga la sua identità. E' così è stato.
Dimensioni sempre più grandi, oramai anziché un'utilitaria è a tutti gli effetti una segmento B polifunzionale così ché, ogni generazione che passa, perde la sua funzionalità e praticità iniziale.
Così come gli esterni dove i paraurti ant e post sono disegnati malamente, quasi a voler riprendere quelli della Mini Paceman in una versione aggiornata.
Difatti la parte più bella è quella laterale, parte che non è quasi invariata rispetto ai modelli precedenti.
Gli interni mi sanno di auto qualunque, con il contagiri e contachilometri degli di un'auto coreana, e varie plastiche colorate messe qua e là (come la serie1).
Nemmeno i motori mi piacciono, il 1.5 tre cilindri mantiene grosse incognite di affidabilità, così come un motore (grosso) 2.000 cc su tale auto.
A qualcuno piacerà, a qualcun'altro ancora meno.
A me hanno dato la sensazione di non volersi impegnare più di tanto, consci del fatto che qualcuno tanto l'auto gliela compra lo stesso. Perché è Mini, perché è BMW.
Avevo acquistato il modello precedente proprio per questo, ne ero sicuro in un grande scivolone da parte BMW. Ma semplicemente perché non sono in grado di eccellere nel design, come tutti i tedeschi del resto.
Dal canto mio sicuramente non acquisterò quest'auto, ed anzi, visto l'andazzo e le considerazioni, purtroppo o per fortuna, credo che la mia esperienza in Mini sia iniziata e terminata con la R56.
Chissà le prossime generazioni.