L'11 ottobre 2024 è stata intestata a me, il 12 ottobre 2024 ne ho preso possesso: un anno è passato e 19.400 chilometri sono stati percorsi (praticamente tutti tra strade statali, superstrade e autostrade).
Guidandola per il 98% del tempo su lunghe trasferte in modalità "vecchio col cappello", resto ancora piacevolmente stupito (quelle rare e sporadiche volte in cui decido di darci un po' "dentro") di come riesca a muoversi tra i curvoni autostradali e fucilarsi una dietro l'altra le "S" a velocità non propriamente ortodosse. E tutto questo nonostante attualmente ci siano sotto quattro merdosissime Bridgestone Turanza All Season 6 (che però va detto anche che con pioggia e neve non hanno fatto una grinza).
Su questo telaio, s'è detto tutto e il contrario di tutto: che è troppo pesante per essere un telaio MINI (rispetto alla R56), che è un abominio per essere un telaio BMW (trazione anteriore) e altro ancora.
Probabilmente è vera la prima parte: nel senso che se lo si applica ad una MINI Hatch F56 e la si paragona ad una MINI Hatch di prima (R53) o di seconda generazione (R56), il risultato è impietoso.
E probabilmente è anche vera la seconda parte: BMW è sinonimo di trazione posteriore e di motori plurifrazionati.
Ma alla fine dei conti, per essere il figlio illegittimo di Lucifero e di Satana (che sarebbero tecnicamente la stessa persona, ma vabeh), sulla Countryman 'sto telaio non è uscito male per niente; e anzi, va aggiunto un altro dettaglio fondamentale. Cioè che è vero che il mio esemplare è allestito con cerchio da 19" (che sicuramente aiuta in termini di impronta a terra), con le sospensioni attive (che certamente ci mettono del loro nello stabilizzare il corpo vettura), ecc; ma a livello puramente telaistico e progettuale, la stessa auto con lo stesso schema sospensivo partiva in versione "liscia" da 25.000 Euro chiavi in mano...
Considerando che all'epoca la Countryman poteva essere considerata l'alternativa (a pari prezzo) di una Audi Q2, vale la pena ricordare però che la vettura a quattro anelli aveva il ponte torcente dietro (a meno che non si scegliesse una delle versioni "quattro").
Vero anche che di contro l'Audi batteva la MINI in termini di tecnologia a bordo (a patto di paragonare versioni full-optional, che nel caso dell'Audi avevano già full virtual cockpit, cruise adattivo basato su radar invece che su telecamera, Android Auto e altre amenità); ma al tempo stesso mi permetto di sostenere che la MINI offriva un telaio decisamente più affilato ed una scelta di cambi più raffinati (i doppia-frizione Getrag erano tutti a bagno d'olio; e sulle versioni più potenti era disponibile l'Aisin che, salvo alcuni difetti di gioventù sull'8G45 a cavallo tra il 2017 ed il 2018, si è dimostrato un prodotto fatto bene come da tradizione Toyota).
Perciò, alla fine di questo primo anno, posso dirmi decisamente soddisfatto; poco altro da aggiungere.
Per la foto, mi permetto di attingere all'album del raduno appena tenutosi. 😆