Descrizione dello Sprint Booster:
Le automobili nel ventunesimo secolo hanno sostituito la tecnologia del cavo della "farfalla" con un ECM (Modulo di Controllo Elettronico), che traduce la corsa del pedale in segnali elettronici per fornire potenza alle ruote. Il sistema di ETC (controllo di valvola a farfalla elettronico) - anche conosciuto come "drive by wire" - ha un ritardo nella risposta della valvola a farfalla e quindi nell'accelerazione della vettura stessa, che in alcuni casi genera dei problemi, ad esempio nella prima fase della partenza, nei cambi di marcia rapidi, all'inizio dei sorpassi, ecc. Lo Sprint Booster mira a eliminare questo ritardo nelle auto con sistema ETC, fornendo un notevole incremento dell'accelerazione a disposizione del pilota.Sprint Booster è un dispositivo che aumenta l'accelerazione attraverso la misurazione e la trasformazione costante del segnale digitale del potenziometro ETC e l'invio all'ECM di un segnale nuovo e modificato. A basso numero di giri il motore risponde in metà tempo.
Spiegazione del funzionamento (reperita sulla rete):
D. Cosa succede quando si preme l’acceleratore? I diesel sono doversi dai motori a ciclo Otto sotto questo aspetto?
R. Nei motori ad accensione per scintilla (alimentati con benzina, metano o GPL), cioè a ciclo Otto, l’erogazione della potenza viene regolata quantitativamente, agendo sulla respirazione per mezzo della valvola del gas, che usualmente è del tipo a farfalla. Mano a mano che si preme il pedale dell’acceleratore la valvola viene aperta in misura maggiore e quindi il motore può respirare più liberamente; aumenta la quantità di aria che viene richiamata in ciascun cilindro ad ogni fase di aspirazione.
Nei motori a gasolio, ossia a ciclo Diesel, non vi è alcuna valvola del gas e la respirazione è sempre libera. L’erogazione della potenza viene controllata variando la quantità di carburante che viene immessa in ciascun cilindro al termine di ogni fase di compressione. Quella che cambia è pertanto la dosatura della miscela aria-carburante (è per questa ragione che talvolta si parla di controllo “qualitativo”).