Sono i rappresentanti più accreditati della passione MINI in Italia, ma hanno anche frequentazioni internazionali come Mauro, del Club "La Mia MINI" di Messina, gemellato con quello di Barcellona: "Ma Barcellona di Spagna non Barcellona di Sicilia" precisa sorridendo. Mauro, palermitano, di cognome fa Giuffrè ed è il presidente di Federclub MINI Italia, la prima Federazione italiana che unisce tutti i 28 Club MINI ufficiali presenti sul territorio nazionale. Con lui, seduti intorno al tavolo della riunione nella quale ci siamo intrufolati per scoprire qualcosa in più di Federclub, ci sono il milanese Matteo Finoli, segretario, e Vincenzo Marulli, da Lecce, tesoriere. Manca il vice-presidente Nicola Milan, trattenuto a Padova da un impegno improvviso.
Perché Federclub MINI Italia?
"Soprattutto per coordinare le decine di attività che i Club organizzano in modo autonomo" dice Mauro. "L'Italia è il paese al mondo con il maggior numero di Club MINI e grazie al Federclub riusciamo ad evitare sovrapposizioni di eventi e a comunicarli efficacemente. Anche se è un ente autonomo, Federclub permette inoltre a tutti i Club MINI di accedere alle risorse messe a disposizione da MINI Italia, comprese alcune importanti facilitazioni".
Quali?
"Ad esempio lo sconto del 30% sull'acquisto di ricambi e accessori originali MINI. Un vantaggio non da poco, da unire alle speciali condizioni assicurative riservate ai Soci da Zurich Connect e alla convenzione per accedere ai corsi di guida del Centro Guida Sicura ACI-SARA. Senza poi parlare delle auto disponibili per gli eventi e il supporto logistico e organizzativo per gli eventi internazionali, come il MINI UNITED".
Quali sono le caratteristiche dell'appassionato MINI?
"Un'età compresa tra i 18 e i 60 anni, il piacere di personalizzare la propria auto e di incontrare altri appassionati con cui confrontarsi".
Come vi incontrate?
"Quotidianamente, in rete" dice Matteo che, come Mauro, gestisce un forum. "Gli argomenti sono i più disparati anche se a tenere banco sono le richieste di chiarimenti tecnici: è incredibile vedere la competenza degli appassionati che rispondono. E' un grande patrimonio che ci piacerebbe concentrare in un unico, grande forum. E poi, abbiamo degli appuntamenti fissi: a Monza, ad esempio, ci vediamo una volta al mese". "A Palermo, ogni venerdì" aggiunge Mauro.
Nella vostra carriera di MINIsti, quali sono i tipi più bizzarri che avete incontrato?
"Mah, un po' di tutto" esordisce Vincenzo. "Da quello con la MINI tutta foderata in pelle bianca e nera con tanto di donna sdraiata dipinta sul quadrante dello strumento circolare all'altro che si è fatto fare le porte ad ala di gabbiano". "Ma anche - dice Matteo - un amico, Michele Querini, detto "'Cooper' per via della MINI Cooper a benzina del 2003 con la quale ha percorso 270.000 km rifacendo una sola volta la frizione e una sola volta i freni: abbiamo il sospetto che non cambi e non freni mai...".
E voi, che MINI guidate?
"Io una MINI One automatica, nera con il tetto bianco" dice Vincenzo. "Il colore e la targhetta del modello sono però le uniche cose rimaste invariate: negli anni è arrivata ad avere 236 CV, il kit aerodinamico, l'assetto e il cambio meccanico". Parla Matteo:"Io, che produco adesivi, trasformo periodicamente la mia Cooper con la tecnica del wrap. Adesso l'ho soprannominata 'la Vellutata' ed è tutta mimetica. Ma è stata anche a righe, come quella fatta da Paul Smith". Più sobrio Mauro: "Di MINI ne ho avute nove e quella che ho preferito è stata la seconda: Lightning Blue con tetto bianco e kit JCW".
E che MINI sognate?
Inizia Vincenzo: "Una MINI Challenge, una Countryman nero-bianca da usare in off-road". "Io una MINI Hatch bianca, che non è mai stata fatta, a trazione integrale" dice Mauro, mentre Matteo, ricordando che in famiglia, dal nonno allo zio, hanno sempre avuto MINI bordeaux con tetto crema, vorrebbe una MINI Clubvan con gli stessi colori.
A proposito di sogni, qual è il desiderio del presidente di Federclub MINI Italia?
Un raduno nazionale con almeno 250 auto" dice Mauro. "Non è un sogno, ma una cosa fattibile. E aggiunge, sornione: "Ci stiamo lavorando su...".