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MINI DELIRIO
è stranissimo quello li nuovo, ma se uno monta dei cerchi aftermarket che non hanno i fori di centraggio non può usarlo... e poi non è un compressore vero e proprio, non ti permette di gonfiare bene le ruote come si fa solitamente ma solo ripararle
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MINI DELIRIO
Bella la union jack
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MINI DELIRIO
Ciao, ieri sera ho provato ad usare il compressore baby in dotazione con la MINI per gonfiare le gomme, stra comodo, funziona col 12V, non è precisissimo quindi le ho gonfiate di piu del normale e poi con un manometro serio ho regolato la pressione sgonfiandole, molto comodo soprattutto in viaggio, pensavo fosse una baracca :D
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MINI DELIRIO
Grazie ragazzi per il riscontro
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BMW accelera sui carburanti rinnovabili
BMW ha portato su strada, in Spagna, le prime auto alimentate al 100% con carburante rinnovabile. Non si tratta di un esperimento da laboratorio: sono vetture reali, che circolano su strade reali, rifornite presso normali stazioni di servizio Repsol. Il progetto, sviluppato insieme a Toyota Motor Europe, Bosch e Repsol, prevede sei mesi di test su circa 20 veicoli alimentati esclusivamente con Nexa 95, il carburante rinnovabile di Repsol, monitorato attraverso il nuovo sistema di certificazione digitale “Digital Fuel Twin” di Bosch, a prima vista sembra una notizia che riguarda solo BMW e Toyota. In realtà, ha implicazioni dirette per MINI e per una domanda che da due anni domina la strategia del marchio: le MINI a benzina avranno un futuro anche dopo il 2035? E, soprattutto, saranno i carburanti a basse emissioni – e non solo le batterie – a permetterlo? Il progetto non serve a testare nuovi motori o nuove auto. Serve a dimostrare che le vetture a benzina già esistenti, utilizzando le infrastrutture di rifornimento già esistenti, possono funzionare con carburanti realmente a basse emissioni e certificati, ed è proprio questa la chiave: dopo l’allentamento della normativa europea sullo stop ai motori termici nel 2035, i carburanti sintetici e rinnovabili possono essere conteggiati nei target emissivi dei costruttori. Non sono più esclusi a priori come in passato, quindi BMW, con questo test, sta costruendo una base dati concreta da presentare ai regolatori: non lobbying, ma numeri. Secondo Stefan Heller di BMW, il progetto rientra nella strategia di “apertura tecnologica” del gruppo, la stessa che ha portato BMW a confermare la continuità dei motori termici anche nei prossimi anni. Toyota, per voce di Pascal Ruch, è ancora più diretta: raggiungere una gamma completamente a zero emissioni entro il 2035 appare sempre meno realistico, e i carburanti rinnovabili saranno necessari per colmare il divario. Per il momento si tratta di un progetto limitato alla Spagna, dove Repsol è l’unico fornitore di carburante rinnovabile disponibile nelle stazioni pubbliche. Non ci sono conferme sulla compatibilità dei motori MINI con Nexa 95, né una timeline per l’espansione del test. La domanda chiave è: BMW estenderà il progetto anche ai modelli MINI? Oppure resterà un’iniziativa del gruppo, utile solo per raccogliere dati generali? Continueremo a seguire da vicino gli sviluppi, perché questo test potrebbe rappresentare uno dei tasselli più importanti per capire se la MINI Cooper a benzina avrà davvero un futuro oltre il 2035.
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MINI DELIRIO
Ciao ragazzi, volevo chiedervi una cosa che ho notato, vedevo che i contatori delle visualizzazioni degli articoli del magazine sono impazziti, ci sono certi articoli che hanno avuto un impennata pazzesca di visualizzazioni in brevissimo tempo... è molto strano
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Come l'affidabilità MINI è aumentata col tempo
Grazie per le info
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Upgrade altoparlanti originali base con altoparlanti più prestazionali
Ciao, se ti interessa so che per la F56 vendono un kit prodotto dalla BAV Sound che sostituisce gli altoparlanti originali con altri migliori, tutto plug n' play, prova a vedere se ce anche per la F65...
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Ciao a tutti
Ciao! Benvenuto a te e alla tua MINI! :D
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MINI Oxford Edition (2026)
MINI Cooper Oxford Edition: il compleanno che diventa un’autoVenticinque anni sono un traguardo importante, e MINI ha deciso di festeggiarli nel modo più MINI possibile: con una nuova edizione speciale. La MINI Cooper Oxford Edition è un regalo che il marchio fa a sé stesso, alla sua storia e a chi ama il brand. Un omaggio costruito attorno a Oxford, la città dove tutto è iniziato nel 1959 e dove, dal 2001, nasce ogni MINI moderna. Perché Oxford, e perché adessoLa MINI originale è nata a Oxford. La MINI moderna è rinata a Oxford. E oggi, per i 25 anni della MINI “dell'era BMW”, Oxford torna protagonista con un’edizione che vuole essere simbolica, quasi rituale. Non un semplice stabilimento produttivo, ma la “casa spirituale” del marchio. La Oxford Edition è costruita proprio lì, per sottolineare questo legame e per celebrare un quarto di secolo di MINI contemporanea. 🏁 Esterni: tutti i dettagli che contanoTetto bianco con Union Jack stampata, reinterpretata in chiave moderna Striscia centrale rossa e bianca che attraversa tutta la vettura, filo conduttore del design Tre colori disponibili: Chili Red, Indigo Sunset Blue, Blazing Blue Calotte specchi bianche, richiamo alle MINI classiche Cerchi Slide Spoke da 18” bicolore, con coprimozzo dedicato Coperture coordinate per mozzi e valvole, dettaglio nerd ma delizioso È una MINI che non vuole essere sobria: vuole essere celebrativa, dichiarata, quasi “da parata”. Peccato che questa edizione celebrativa non ha le cromature, cosa che poteva stare molto bene su una retro car e soprattutto su un edizione del genere... 🇬🇧 Interni: piccoli tocchi, grande identitàUnion Jack stampata sul volante, nella zona delle 6 Tappetino lato guida con Union Jack circolare Tappetino lato passeggero con bandiera a scacchi, omaggio alla storia racing del marchio Battitacco dedicati ai 25 anni di MINI moderna Sono dettagli, sì, ma messi dove li vedi ogni giorno: MINI sa fare queste cose. 🔧 Sotto il cofano: Cooper C e Cooper SNessuna rivoluzione meccanica: la Oxford Edition usa i motori già noti della gamma: Cooper C e Cooper S, entrambe con 7 marce DCT, trazione anteriore, niente manuale. E qui arriva la nota dolente per chi ama l'automatico: non ci sono i paddle al volante. MINI li aggiunge solo se l’auto è configurata con il pacchetto JCW o come JCW completa. La Oxford Edition non può averlo. Risultato: anche la Cooper S da 201 CV è full automatic, senza possibilità di intervento manuale a meno di retrofittarli dopo... 🎒 La capsule lifestyleMINI ha creato anche una linea dedicata, la Oxford Capsule, con: borsa Traveller t-shirt unisex cappellino adesivi Oxford MINI Umbrella Walking Stick Tutto in blu scuro, con dettagli Union Jack, per richiamare la tinta Indigo Sunset Blue.
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La storia incredibile di “Nemo” : Una MINI da un milione di chilometri
Il 20 giugno 2026, allo stabilimento MINI di Oxford, è arrivata una F56 Cooper D davvero speciale. Non una qualunque, ma quella che ha appena tagliato il traguardo — rarissimo — di 1.000.000 di chilometri. A guidarla fino alla sua “casa” inglese è stato il proprietario, Peter Kirchoff, che con questa vettura ha condiviso dodici anni di viaggi, avventure e un legame che va ben oltre il semplice utilizzo quotidiano. Un milione di chilometri, un solo motoreKirchoff lo racconta con orgoglio: “La mia MINI non mi ha mai lasciato a piedi. Motore originale, nessun intervento importante, nessun incidente e un consumo incredibilmente basso ”. Numeri che parlano da soli. Questa Cooper D ha attraversato 25 Paesi, macinato centinaia di migliaia di chilometri all’anno e si è guadagnata il soprannome di Nemo, grazie alla livrea Volcanic Orange con strisce bianche sul cofano. Un traguardo calcolato al millimetroIl milione non è stato raggiunto per caso. Kirchoff ha documentato ogni tappa del viaggio sul suo profilo Facebook, trasformando la sua MINI in un progetto a lungo termine. Anche l’arrivo a Oxford è stato pianificato: proprio lì, il 26 aprile 2001, è nata la prima MINI moderna, quella che ha rilanciato il marchio e il mito della tre porte. E ora? Si punta ancora più in altoNonostante l’impresa, la storia di Nemo non finisce qui. Il nuovo obiettivo di Kirchoff è il One Million Miles Project: portare la sua MINI a 1.000.000 di miglia, equivalenti a 1.609.344 km. In pratica, aggiungere altri 609.344 km al già impressionante traguardo appena raggiunto. Un progetto folle? Forse. Ma se c’è una cosa che questa Cooper D ha dimostrato, è che la costanza, la cura e la passione possono portare un’auto molto più lontano di quanto chiunque si aspetterebbe.
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Upgrade Fari illuminazione
Ciao, quel tipo di errore di solito compare se non viene fatta la codifica nella centralina BDC, se non hai mai fatto la codifica, facendola dovrebbe sistemarsi.
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Gabry started following Upgrade Fari illuminazione
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La Storia dello Z-Axle: la Scelta che ha Reso la MINI una MINI
Ogni volta che una MINI entra in curva con quella tipica fretta, con il posteriore che segue il muso con una precisione quasi insolente per un’auto così compatta, state sentendo l’effetto di una decisione presa il 15 ottobre 1995, in un parcheggio del Heritage Motor Centre di Gaydon. Quella decisione riguardava un tipo di sospensione posteriore: lo Z-axle. Col senno di poi, è stata la scelta tecnica più importante nella storia della MINI moderna. Origini: dalla BMW Z1 alla futura MINILo Z-axle non nasce per la MINI. Debutta sulla BMW Z1, una delle prime BMW con sospensione posteriore multilink, pensata per sostituire il più semplice sistema dell’E30. Da lì viene adottata su vari modelli del gruppo, dalla Serie 3 E36 fino alla Rover 75. Quando BMW iniziò a sviluppare la nuova MINI, aveva già anni di esperienza su questo schema. E sapeva esattamente cosa poteva offrire. Cosa dà (e cosa toglie) lo Z-AxleIl concetto è semplice: una sospensione multilink permette a ogni ruota di muoversi in modo indipendente e consente ai tecnici di “disegnare” il comportamento dell’auto tramite geometrie precise. Per una piccola trazione anteriore è oro puro: meno lavoro per le ruote anteriori, più stabilità, più precisione. Il problema? Rispetto a un ponte torcente — usato da Golf, Corolla e quasi tutti i concorrenti — la Z-axle è: più ingombrante più pesante più costosa da produrre E questo si vede: meno spazio nel bagagliaio, meno spazio per i passeggeri posteriori. Una auto con ponte torcente avrà sempre più volume interno di una MINI con Z-axle. Ma in cambio si ottiene: controllo indipendente delle ruote camber e convergenza che cambiano in modo “intelligente” in curva una risposta più rapida meno sottosterzo più comunicatività È il motivo per cui una MINI è diversa!Il “duello” del 1995: BMW contro RoverNel 1995 il progetto della nuova MINI era in pieno fermento. Rover proponeva una MINI con: motore K-Series sottotelai dedicati sospensioni Hydragas, morbide e collaudate BMW invece puntava su: McPherson davanti Z-axle dietro un’impostazione più rigida e sportiva Due filosofie opposte. Il 15 ottobre 1995, a Gaydon, i due team presentarono le loro proposte. Rover portò tre prototipi. BMW ne portò almeno tre, forse sei. Vinse BMW. E con quella vittoria, la MINI moderna prese la sua direzione definitiva. Cosa fa davvero lo Z-Axle sulla MINIQuando la R50 uscì nel 2001, nessuna concorrente offriva un multilink posteriore a quel prezzo (e neanche oggi). La MINI sì. Questo permise ai tecnici di: ridurre il sottosterzo migliorare la stabilità in appoggio rendere l’auto più comunicativa mantenere la traiettoria anche su fondi irregolari Lo Z-axle diventò la base del famoso “go-kart feeling”. BMW e Rover: una collaborazione più complessa di quanto sembriBMW si prende spesso il merito della MINI moderna, ma la verità è più sfumata. Rover contribuì enormemente all’ingegnerizzazione del progetto. Lo Z-axle fu sviluppata e poi raffinata da entrambi i team, anche dopo la separazione del gruppo. Se avesse vinto la proposta Hydragas? La MINI sarebbe stata più morbida, più confortevole… ma non avrebbe avuto quel carattere immediato e “nervoso” che oggi la definisce. L’evoluzione dello schema Z-Axle nelle generazioni MINIR50/R53 – la prima applicazione R56 – nuova piattaforma, ma stesso concetto multilink F56 – geometrie aggiornate, più rigidità, più precisione F66 – ulteriore evoluzione, con adattivi che lavorano sulla stessa architettura Gli ingegneri MINI lo dicono da anni: lo Z-axle è sia un limite sia un’opportunità. Impone vincoli, ma dà un’identità unica. Perché lo Z-Axle è ancora importante oggiIl “go-kart feeling” non nasce dal marketing. Nasce da una scelta tecnica precisa, fatta nel 1995. Una scelta che ha resistito a: quattro generazioni tre piattaforme motori completamente diversi cambiamenti di mercato Chi compra una MINI spesso non sa cosa sia uno Z-axle. Ma lo sente. Lo riconosce. E la sceglie per quello. ConclusioneLa MINI originale di Issigonis era rivoluzionaria per le sue soluzioni tecniche. La MINI moderna lo è stata per un’altra ragione: ha dimostrato che anche una piccola trazione anteriore può offrire un comportamento da auto sportiva, se progettata con ambizione. Lo Z-axle è il cuore di questa filosofi e venticinque anni di elogi costanti sono la prova che quella decisione, presa in un parcheggio di Gaydon, era quella giusta.
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MINI&Milkshakes 2026
Ciao a tutti! Oggi voglio raccontarmi il mio viaggio all'evento MINI&Milkshakes 2026 nella tenuta di Sandon Hall, vicino a Birmingham, UK. L'evento si è tenuto il giorno 7 Giugno presso il castello Sandon Hall, residenza di campagna del XIX secolo, sede del conte di Harrowby, a Sandon, Staffordshire, 8 km a nord est di Stafford. Insieme a me ha partecipato il mio amico @Peterfuma che mi ha raggiunto dall'Italia a bordo della sua MINI. La giornata è iniziata molto presto alle 6 di mattina circa, prima tappa autolavaggio per aspirare gli interni della sua MINI, successivamente ci siamo recati a casa di un suo conoscente inglese che gentilmente ci ha dato la possibilità di lavare esternamente la MINI a mano, verso le ore 9 ci siamo iniziati a muovere verso l'evento vero e proprio. Dopo una lunga coda per entrare (Una fila molto ordinata ed educata, senza personaggi che sparano i bang, nel bel mezzo della campagna inglese, pecore comprese) siamo finalmente giunti al posteggio indicato dallo staff. All'evento erano presenti tutti i tipi di MINI, dal 1959 ad oggi, dalle MINI stradali stock a quelle pronto corsa, erano presenti quasi tutti i modelli di MINI esistenti, durante la giornata abbiamo pranzato con dell'ottimo Fish & Chips preparato al momento da un food truck presente e dopo abbiamo preso l'immancabile Milk-shake, da cui prende il nome l'evento. Abbiamo parlato con tantissime persone del posto, tutte stupite del fatto che io e il mio amico arrivassimo dall'Italia. Complessivamente è stato un viaggio memorabile, affrontato sia in solitaria che in compagnia del mio amico, se avete la possibilità di viaggiare in UK ed immergervi nella cultura automobilistica locale fatelo, perchè la gente del posto vi accoglierà a braccia aperte!
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MINI DELIRIO
Ciao! Ieri la mia MINI ha compiuto 11 anni! 😁👍🏻🚙🇬🇧