Ciao, @Megaloman!
Grazie per la chiarificazione; e vado a risponderti per punti.
1) Se vi fosse una perdita non riconducibile alla testata dei cilindri, comunque vedresti la temperatura salire mano a mano che l'antigelo si esaurisce?
Assolutamente sì: un grande classico che posso subito portarti come esempio (seppur di altra marca) è la scatola del termostato montato sui motori 1.2 FIRE che all'inizio gocciola quasi impercettibilmente, fino a che un bel giorno per magia e senza alcun preavviso si apre in due come il petto di Thomas Kane nel primo Alien. Specie se sei in statale/autostrada, non vedrai la perdita; e avrai solo la temperatura che sale con il messaggio che ti invita a fermarti e spegnere il motore.
Digressione a parte, se però perdi una quantità di antigelo così copiosa da svuotare il circuito (parliamo di litri...) e far arrivare il motore a surriscaldare dopo una singola uscita dovresti assolutamente riuscire ad osservare subito la perdita (a mo' di fontana) aprendo il cofano; mentre se fosse uno stillicido o un trafilamento, il livello scenderebbe gradualmente nell'arco di qualche giorno e passerebbero giorni prima che ti si esaurisca l'antigelo al punto tale da surriscaldare il motore.
2) "Hai visto se la perdita del vano motore non viene dai cilindri 1 e 2 (che sono quelli lato passeggero)?" - "Se non uscita adesso se ne sarebbe accorto penso, io non vedo perdite dal vano motore"
Non è per forza detto.
Ti ho chiesto con precisione dei cilindri 1 e 2 poiché sono quelli sul motore W11 che più spesso soffrono (probabilmente per come sono fatti i passaggi dell'acqua o per via di fonti aggiuntive di calore; non saprei dirti il motivo) e poiché i cilindri 1 e 2 sono quelli lato passeggero, (i cilindri 3 e 4 sono quelli verso il centro auto/lato guida). La domanda originaria nasceva dal possibile sospetto che potesse esserci un trafilamento dalla testata in quella zona. Detto ciò, ho esordito con "Non è per forza detto" in quanto (nel caso di un problema alla testata o alla guarnizione della testa) quando il motore è in moto la depressione che si crea all'interno dei cilindri fa sì che l'antigelo venga "risucchiato" dai passaggi del motore e della testata per poi andare in camera di combustione e quindi finire nello scarico.
Solo a motore spento, invece, si osserverebbero lenti ed impercettibili ma inesorabili trafilamenti (verso l'interno del motore e/o verso l'esterno del blocco o della testata): questo è un effetto della pressione residua all'interno del sistema di raffreddamento che viene fatta sfogare attraverso la testata o la guarnizione della stessa se il motore non è più a tenuta.
A tal proposito, hai notato una fumosità bianca eccessiva dallo scarico? Sempre posto che è difficile da notare perché alla fine è vapore (e il vapore è nel 99.9% dei casi un segno totalmente benigno di funzionamento che può arrivare da diecimila fonti diverse; in primis la condensa)...
Altra cosa importante: lo scarico "sputa" o "spruzza" acqua quando accendi il motore dopo averlo fatto riposare per 24 ore? Perché anche quello potrebbe essere segno dell'acqua che è trafilata nel cilindro e poi viene espulsa.
Infine: sempre dopo aver tenuto l'auto spenta per una giornata, al primo avviamento ti sembra che parta "male" o giri a 3 cilindri? Segno che il cilindro è contaminato e non riesce ad avvenire la combustione fino a che non si "asciuga" tra un ciclo e l'altro.
3) "No l'aspetto e normale, il tappo olio e pulitissimo inoltre non vedo bolle nella vaschetta antigelo che dicono possa essere un altro sintomo."
Assolutamente sì: bolle nel vaso di espansione e "maionese" sul tappo dell'olio sono sintomi abbastanza patognomonici. Tuttavia la loro assenza non ti dà la certezza che non ci siano problemi (per i motivi che ti ho esposto sopra).
4) "Hai valutato se l'antigelo non è contaminato da vapori di combustione?" - "Non saprei come fare, non so se sia indicativo ma ho fatto il test de palloncino sulla vaschetta e non si gonfia"
Esistono degli appositi kit in commercio da applicare al posto del tappo del vaso di espansione: al loro interno c'è un reagente che cambia colore se si stanno alzando "fumi di scarico" dal liquido di raffreddamento. Tuttavia, non è che siano poi così affidabili; e se il sospetto è forte, l'unica cosa è fare un test fatto bene.
Quindi questo ci riporta alla prima delle domande che ti avevo fatto, poiché quando si vuole testare bene l'impianto di raffreddamento dell'auto, si vogliono individuare perdite e si vuole capire se trafila o meno acqua all'interno dei cilindri, la vera cartina al tornasole è rappresentata dalla coppia di test (Compressione e Tenuta).
Il Test di Compressione è in realtà più sensibile e specifico per eventuali danni di tenuta alle valvole di aspirazione e scarico, ma può essere indicativo anche di una scarsa tenuta della guarnizione della testa o (peggio) di una crepa nella testata: si smontano le candele, si fa girare il motore "a vuoto" e si vede che compressione generano i singoli cilindri.
Il Test di Tenuta in Pressione del sistema di raffreddamento è invece a tutti gli effetti il Gold Standard per la ricerca delle perdite e dei guasti al sistema di raffreddamento: si porta in temperatura il motore affinché il termostato si apra completamente, si accende il riscaldamento in abitacolo, si spegne il motore, si rimuove il tappo del vaso di espansione (possibilmente evitando ustioni e quindi facendolo fare a professionisti), al posto del tappo si avvita l'estremità di una pompa che aumenta la pressione nel sistema e da lì si osserva sia se sul manometro della pompa scende il valore di pressione, sia se iniziano i trafilaggi.
In particolare, per il controllo della testata dei cilindri la prassi prevede di rimuovere le candele, mettere in pressione il sistema di raffreddamento e osservare l'interno dei cilindri. Se si inizia a vedere qualche goccia scendere, bingo (ci sono vari video su Youtube, se vuoi vedere di cosa parlo).
Per il resto dei tubi e dei passaggi, inizi a guardare con la torcia ogni singolo tubo, ogni guarnizione, etc; da qualche parte, uscirà.
Una pozzetta che, mi par di capire, non riesci a capire da dove arrivi: però ancora una volta mettendo l'impianto in pressione dovresti riuscire ad osservarla (o quantomeno è l'unica cosa che ti aiuta, poiché simula il più possibile l'impianto in funzionamento).
A tal proposito, c'è un'altra sede dalla quale potrebbe verificarsi una perdita: è la presa di forza della pompa dell'acqua sul compressore volumetrico.
Sulle One e Cooper (R50) la pompa dell'acqua è posizionata lato passeggero ed è azionata direttamente dalla puleggia della cinghia servizi; sulla Cooper S (R53) come la tua invece la pompa dell'acqua è posizionata sul lato guidatore ed è azionata da una presa di forza ausiliaria posta proprio sul compressore. Spesso e volentieri anche questa è una sede in cui, per effetto dell'usura, si verificano perdite di acqua e malfunzionamenti del circuito di raffreddamento; e questa presa di forza è uno dei motivi per il quale si tende a fare (attorno ai 150.000 chilometri) la revisione completa dell'Eaton M45 montato sulle Cooper S.
Tuttavia non te l'ho citata prima perché mi hai detto che l'acqua che tu trovavi sul pavimento all'esterno dell'auto la trovavi in corrispondenza del lato passeggero.
Infine, per quanto riguarda l'acqua che trovi nella zona pedali quella è al 99.9% relativa al radiatore interno del riscaldamento: o perde, o si è bloccato per ruggine o altra ragione. Mi associo a @felix_max.davide, @MINIco007, @Matte 6464 e al tuo meccanico.
Sono solo scettico che siano i tubi che vanno dal circuito di raffreddamento al radiatore interno a causare invece l'acqua che vedi sotto all'auto, poiché i tubi passano dal lato guidatore e tu l'acqua la vedi dal lato passeggero.
PS: non ricordo se lo abbiamo citato, ma invece il radiatore principale (quello esterno) come sta? Non è che alla fine della fiera è lui che ha i passaggi bloccati (quindi non raffredda il liquido) e perde (perché da qualche parte è corroso)?
Il dubbio che tu possa avere un guasto alla testata dei cilindri mi arriva proprio da questa affermazione: cioè dal fatto che hai la temperatura che sale in maniera abbastanza rapida. Inoltre, ti ricordo che il sensore della temperatura del liquido refrigerante è posizionato proprio sulla testata del motore, ma dal lato del Cilindro 4 (elemento 7 nell'immagine qui sotto): quindi rileva più la temperatura della testata che quella vera e propria del liquido. Questo vuol dire che se si formassero delle "sacche" (tipiche di quando il refrigerante non circola o di quando hai un danno alla testata/alla guarnizione della testata) vedresti proprio la temperatura salire oltre misura e in breve tempo, nonostante l'acqua non si stia in realtà scaldando.
Valutare la bontà della guarnizione della testata e/o della testa stessa dei cilindri assume perciò (a mio personalissimo avviso) una rilevanza ancor più importante dal momento che (se ho ben capito) l'auto sta surriscaldando continuamente (anche per effetto delle prove che stai/state facendo); e se la testata (o la guarnizione della testata) non si è danneggiata, così facendo finirà per danneggiarsi. Ricordati che la R53 ha blocco in ghisa e testa in alluminio: i due materiali hanno coefficienti di dilatazione diversa ed è molto facile (specie con l'alluminio) tirare scaldate e storcere la testata dei cilindri o rovinare la guarnizione.
Ultimo (ma non meno importante e che vuole farti capire il motivo per cui ti invito a far controllare il motore), è vero che il motore della Cooper S R53 non è noto per avere problemi di testata e/o guarnizione; ma il fatto che sia diverso nei materiali tra basamento e testa, unito al fatto che gira per design mediamente a temperature più alte della media, fa sì che una scaldata possa innescare una "bomba ad orologeria" a cui prima o poi scadrà il tempo.
Sempre in puro stile aneddotico, ti racconto di due precedenti auto che ho avuto (in realtà una ce l'ho ancora; ma è conservata per ragioni storiche): entrambe con blocco in ghisa e testata in alluminio, entrambe con la fissazione tipicamente teutonica di avere la ventola principale del radiatore mossa da parte di un giunto viscostatico.
In entrambi i casi, il guasto del giunto viscostatico ha fatto sì che la temperatura salisse in più di una occasione ben oltre i 100 °C; dal primo surriscaldamento alla diagnosi del giunto viscostatico è passato un po' di tempo (perché all'epoca non mi rivolsi alla Concessionaria, che altrimenti mi avrebbe subito cambiato il giunto; passai per chi mi disse che andava cambiato il liquido del radiatore, chi il termostato, ecc - @Vam mi picchierà, lo so già).
Comunque per farla breve: in entrambi i casi, molti anni dopo iniziai ad avere dapprima nuovi problemi di surriscaldamento (all'inizio lievi, poi sempre più gravi) senza perdite grossolane di refrigerante e stavolta col giunto in perfetto stato (pompa ecc tutto perfetto). Nell'arco di 20 giorni, tutto il quadro clinico precipitò: la macchina iniziò ad accendersi male, poi iniziò a perdere/consumare (molto piano all'inizio e in maniera netta dopo) liquido refrigerante. E infine l'ultimo giorno partì a tre cilindri, rimase a tre cilindri e lo scarico diventò praticamente un irrigatore da giardino: dagli specchietti vedevo letteralmente le fontane. Spenta l'auto, non si è più accesa: l'acqua aveva riempito un cilindro e il motore era andato in Hydrolock.
Ampia sintesi: la scaldata originaria (presa anni e anni addietro) aveva fatto sì che la guarnizione si rovinasse e che l'acqua progressivamente corrodesse la testata in alluminio fino ad allagare il motore. Dovetti rifare la testata in toto mandandola in rettifica (e ne approfittai per rifare il motore intero).
Perciò, tornando in topic, l'auto tu l'hai acquistata che già aveva dei difetti sull'impianto di raffreddamento; e non puoi sapere se col vecchio proprietario si erano verificate scaldate (seppur il mio sesto senso di MalPensante Cronico mi lasci supporre di sì). Così come io avrei potuto vendere (in buona fede) quelle due auto anni e anni dopo le scaldate quando ancora funzionavano correttamente ma senza la consapevolezza che poi il nuovo proprietario avrebbe subito i postumi di un problema che ho avuto (e risolto) molto tempo prima, così nessuno può escludere che anche la tua R53 possa aver ripetutamente "scaldato" nelle sue vite precedenti.
E come sempre, io mi auguro sempre di sbagliarmi; ma quando si parla di auto usate e di una certa età, purtroppo è impossibile avere la completa sfera di cristallo. O l'auto è sempre andata in concessionaria (dove viene tenuta sull'ISTA anche una serie di difetti segnalati dal cliente A PRESCINDERE che essi siano stati risolti o no), oppure le leggende si perderanno nei meandri dei precedenti proprietari e dei vari meccanici che hanno curato la vettura.
Facci sapere! 🍀